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Canada Alpini in trasferta
Il fiume della storia

Un’intera pagina dedicata al Reggimento Alpini Tagliamento è giunta recentemente in Redazione, subito incuriositi dal francobollo annullato abbiamo guardato bene: eh sì! Arriva proprio da lontano questo bel giornale: si tratta del periodico Alpini in trasferta, stampato in Canada, nella bellissima città di Montreal da quegli alpini che, seppur lontano, sono sempre più presenti. Un interessante approfondimento sulla storia dell’unità militare tanto legata alla Monterosa; si tratta infatti del Tagliamento, comandato sino all’ultimo giorno dal Colonnello Zuliani.

In una pagina ricca di informazioni, l’autore riesce a mettere a fuoco gli avvenimenti principali che portarono alla fine del conflitto in terra di Friuli; fine che sarebbe giunta ben dopo il 25 aprile! Guerra fratricida: italiani contro italiani, partigiani rossi contro partigiani autonomi, la storia della Brigata Osoppo, annientata dai comunisti (italiani anch’essi), che vide i suoi componenti, tra i quali il capitano de Gregori, ingannati prima e massacrati poi, e ancora, l’ingiusta occupazione tedesca che volle annettere quei territori al Reich senza discussioni.

Una guerra combattuta per difendere i confini dalla volontà annessionistica Jugoslava; missione portata a termine con successo sino all’arrivo delle forze armate Alleate, occupanti anch’esse...


Giunti ad accordi separati con i partigiani della VII Brigata Osoppo, il 30 aprile 1945, il Tagliamento, forte di circa 1000 uomini bene armati, [tra i quali i partigiani, nemici sino al giorno prima. NdR], si pose a difesa del confine orientale arroccandosi lungo la dorsale del Monte Mladesena sulla destra del Natisone, linea Spignon, tarcetta, Monte San Quirino. Il 1° maggio gli Alpini trattarono la resa dei reparti cosacchi e tedeschi di presidio nella caserma Francescato, procedettero poi alla sistematica occupazione della città che poi liberarono dalle avanguardie jugoslave ricacciandole con duri scontri oltre il Ponte del Diavolo ed ampliarono le posizioni di difesa nelle valli del Natisone.

Il 2 maggio arrivarono gli Alleati. Con grande fatica e dopo lunghe discussioni, le autorità civili e militari, tra le quali gli Ufficiali del Tagliamento, riuscirono a convincere il comandante neozelandese che era in territorio italiano; lui, invece, credeva di trovarsi in territorio jugoslavo e voleva ritirarsi... I resti del Reggimento sfilarono in parata dinanzi al governatore alleato di Cividale, con l’accompagnamento della banda musicale delle truppe inglesi che suonava “Lili Marlene”, canto tedesco, che tanto piaceva al suddetto comandante.

L’interpretazione di questi fatti possono essere varie ma, per formulare un qualsiasi giudizio su di un avvenimento, è indispensabile una condizione: LA SUA CONOSCENZA. La rievocazione di quel lontano episodio, nuda esposizione di fatti accaduti, non è, né vuole essere, un tentativo alcuno di "revisione storica" ma, solo la manifestazione di un auspicio: seguire l’esempio dei "Soldatos y Artilleros Veteranos de Montaña" spagnoli che da tempo, nel giorno e luogo del loro annuale e conviviale incontro, per prima cosa vanno a rendere "HOMENAJE Y RECUERDO A LOS MILITARES DE LA GUERRA CIVIL (de ambos bandos)" sepolti nel locale cimitero, perché caduti, pur nelle loro opposte convinzioni, per la Spagna. Cioè per la Patria.
(articolo originale di Lucio Vadori, copia disponibile presso Biblioteca Monterosa)