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La Provincia
quotidiano di Cremona

Casalmaggiore – Giovanni Favagrossa, medaglia d’argento della Resistenza, non fu ucciso dai tedeschi ma perse la vita, insieme a Carlo Martelli (erano le tre del 24 aprile 1945) in un episodio di cosiddetto “fuoco amico”. Questa la verità del dottor Tullio Maffei, (...) reduce della RSI nonché amico dello stesso “tenente Gianni”. Un resoconto ampio, commosso, a tratti umanamente drammatico, come quando il dottore rivela d’essere stato “risparmiato” dall’amico partigiano, lui ufficiale della RSI, nel maggio del ’45. Una rivelazione che apre ampi spazi al dibattito e che lo stesso Maffei ci ha concesso dopo aver letto, su La Provincia del 24 aprile, il racconto raccolto dal prof. Giorgio Lipreri dal cugino di Favagrossa, Carlo Arduini. (m.baz.).