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Cari Vecchi Alpini della Divisione Monterosa,
Poiché
mi avete nominato quale nuovo Presidente dell’Associazione, non mi resta che
presentarmi per farmi almeno conoscere da quelli che o non mi hanno mai visto,
o non si ricordano di me.
Penso sia cosa gradita vedermi in faccia e perciò ho dato al giornale due mie
fotografie. Una del 1956, quando vincevo le Olimpiadi di fioretto ai giochi di
Melbourne, un'altra del 1989 quando ero capitano della Squadra Italiana di Vela
per le regate mondiali di Altura.
A parte la prefazione, io mi chiamo Luigi Carpaneda, ero con Voi in tutto il
periodo 1943-1944 -1945,
e non avendo fatto prima la scuola Allievi Ufficiali, ero un semplice Caporale
Maggiore del Battaglione Tirano - 11ª Compagnia -, con il quale sono sceso
dalla Germania, dopo l’addestramento ho passato un periodo sulle coste della
Liguria, prima di passare gli ultimi mesi della guerra sul fronte francese,
Bousson, Roccaclary e il Monte Chaberton. Nel mio cuore non ho provato odio per
alcuno, ma solo desiderio di amicizia e di fraternità. In tutto il periodo
bellico col mio plotone non ho mai compiuto azioni di cui mi sarei poi
vergognato.
Poiché sono un ingegnere, nonostante l’età io continuo a lavorare e ho diversi
interessi sia nel campo economico, sia nel campo sportivo, oltre ad avere
mantenuto da sempre un atteggiamento abbastanza staccato per quella che si
chiama politica. Sono stato molto fortunato nella mia vita sportiva avendo
praticato sia prima che dopo la guerra molti sport e avendo ottenuto importanti
successi nel campo della scherma e nel campo della vela.
Ma questi sono aspetti abbastanza secondari per quanto riguarda la mia vita
normale che mi ha portato a girare il mondo per il mio lavoro di ingegnere e a
proteggere con grande affetto e con serietà la vita della mia famiglia e dei
miei figli, e quindi in poche parole io mi sento una persona per bene e penso
di poter sostenere onorevolmente e con dirittura la posizione di Presidente
della nostra Associazione, che intendo debba tenere la testa alta di fronte a
chiunque abbia voglia di discutere con me e con voi i motivi delle nostre
scelte.
Spero di poter avere occasione di conoscere quegli Alpini che ancora non
conosco e di potervi aiutare, se necessario e di essere aiutato se come penso
ne avrò bisogno.
Stringo quindi la mano a tutti voi con un fraterno abbraccio.
Luigi Carpaneda
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