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Alpini del mondo a Mittenwald 2006
di G.Ugo Taggiasco

Stavo macinando chilometri su nella valle dell’Adige e da Genova sono tanti per arrivare in Baviera! Ero demoralizzato perché ero solo. I due amici alpini che ormai mi seguono anche a Munsingen, per sopravvenuti motivi non dipendenti dalla loro volontà, avevano dovuto, per questa volta, dare forfait. Dove la valle si restringe, a fianco dell’autostrada, corre le ferrovia che porta al Brennero. Tanti anni fa, la precorremmo in tradotta con destinazione il campo di addestramento. Allora non potevo ammirare il paesaggio; era notte e piuttosto scomodamente cercavamo di dormire. Il nostro Wagon-lits era un “uomini 40-cavalli 8 “ eravamo tanti; ora ero solo. Chissà dove saranno i superstiti. Molti agli arresti domiciliari su mandato del medico curante, molti forse non se la sentono di affrontare un viaggio così lungo. Sorvoliamo sul resto!

Eppure sarebbe bello presentarci a Mittenwald, dove siamo sempre invitati, ancora in un consistente gruppo e sentire ricordare la “Monterosa” in discorsi nei quali possiamo solo riuscire a capire il nome della nostra divisione. La mia soddisfazione è stata immensa, nel sentire “Monterosa” e vorrei dividerla con tutti coloro che, pur strascicando i piedi, tengono in vita la nostra Associazione. Però, ogni tanto, qualcuno potrebbe fare un piccolo sacrificio ed arrivare tra quei magnifici monti. Ne vale la spesa.

Il sabato al Kameradenschaftsabend nella tradizionale birreria, ho smesso di sentirmi solo. L’accoglienza, spontanea, è stata calorosa. Preso letteralmente per mano mi sono trovato a tavola tra pezzi grossi, a cominciare dal nuovo Presidente del Kameradenkreis delle truppe da montagna tedesche, Magg. a.r. Manfred Benkel, tra il Comandante, in servizio, della caserma del “Mittenwald” ed il Gen. di Brigata a.r. Gerd R. Meyer, tra l’altro Segretario della sezione tedesca dell’ I.F.M.S. (Federazione Mondiale dei Soldati di Montagna ), senza tralasciare quello che in quel momento faceva gli onori di casa: il simpatico Hans Ostler, capo del Kameradenkreis di Mittenwald che sempre ci ha accolto con amicizia, quando Gemolo trainante arrivavamo in un bel gruppo. A tutti loro voglio rinnovare il mio ringraziamento oltre a quello espresso dalla Segreteria nazionale. A loro voglio aggiungere il Gen. di Brig. a.r. Uwe Richardsen che mi ha intrattenuto amichevolmente durante il pranzo della domenica presso il Circolo Ufficiali. Il sabato sera alla birreria sono arrivati Alpini della Sezione di Bergamo, di Trento ed Alpini della seconda naja (Sez. Germania), con i quali ho subito fraternizzato ed ai quali mi sono aggregato per la funzione della domenica all’Hohen Brendten.

Anche loro, per un disguido, erano sprovvisti della corona e quindi siamo stati tutti ricordati assieme agli Gebirgsjaeger di Mittenwald. Il prossimo anno, se Dio ce ne darà la possibilità, ci dovrà essere la corona della “Monterosa” e così sino a quando questa possibilità ci verrà tolta.

Al ritorno verso casa, anche l’auto sembrava andare meglio, ma era solo che io ero più leggero, soddisfatto di aver potuto trascorrere alcuni giorni in quel clima che contraddistingue i soldati di montagna, qualunque divisa indossino o lingua parlino, e di aver constatato con quale stima è tuttora considerata la “Monterosa”.


Mittenwald - Hohen Brendten, 28 maggio 2006.