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2° Reggimento Alpini 
di Carlo Cucut
 

Il 2° Reggimento Alpini venne costituito a Milano il 1° gennaio 1944, comprendendo i Battaglione “Brescia”, “Morbegno” e “Tirano”, la C.C.R., la Compagnia Collegamenti, la 102a Cp. Cacciatori di Carri, la Colonna Leggera (Salmerie), un Pl. Cannoni. Compì l'addestramento nei campi di Heuberg e Munsingen, dove il 16 luglio 1944 ricevette la bandiera di combattimento.

Rientrato in Italia alla fine di luglio, venne schierato in Liguria, nella Riviera di Levante, con i reparti dislocati nel settore difensivo divisionale di sinistra, tra Sestri Levante e Levanto, in funzione antisbarco sulla costa e, verso l'entroterra lungo i passi e i crinali appenninici, di difesa delle vie di comunicazione con la Pianura Padana dalle incursione dei partigiani.

Avvenuto lo sbarco in Provenza a metà agosto, il Reggimento trasferì, ai primi di settembre, il Battaglione “Tirano” sul fronte alpino a difesa del Colle del Monginevro e dei passi della Val Chisone. Alla fine di ottobre trasferì il Battaglione “Brescia” sul fronte della Garfagnana (al quale venne aggregata la 1a Cp. dell'Aosta) dove rimase sino alla metà di febbraio 1945, quando si ricongiunse al Reggimento. Il Comando del Reggimento, con i Reparti Reggimentali,e il Battaglione “Morbegno”, operarono per la sicurezza logistica delle retrovie, partecipando alle grandi operazioni di rastrellamento antipartigiani del periodo settembre-ottobre.

Ai primi di febbraio 1945 il Comando di Rgt,con i suoi Reparti Reggimentali, e il Battaglione “Morbegno”, vennero trasferiti sul fronte delle Alpi occidentali, schierandosi a difesa delle Valli di Viù, Ala e Val Grande, con il Comando a Lanzo. Nel marzo venne raggiunto dal Battaglione “Brescia” che si schierò nella Valle di Locana a destra del “Morbegno”. Con l'arrivo del “Brescia”, il Reggimento si estese su un fronte di circa cento chilometri, fra la Valle di Locana e la Val Chisone, su una linea difensiva ove erano dislocati anche reparti tedeschi, ad una altitudine sempre superiore ai 2.000 metri con postazioni ed osservatori tra i 2.500 e i 3.000 metri, con catene montuose elevate che rendevano incomunicanti le vallate. Sino alla fine delle ostilità, venne svolta solamente una attività di presidio e antipartigiana.

Il 25 aprile giunse l'ordine di ripiegamento al Comando del 2° Reggimento, l'ordine venne trasmesso al “Morbegno”: ritirare i presidi al confine, radunare le Cp. e scendere a Lanzo. Mentre i reparti del “Morbegno” iniziavano i preparativi per il ripiegamento, la Cp. Cacciatori di Carri partì per la pianura abbandonando il Reggimento e la Colonna Leggera passò con i partigiani. Presso il Comando del Reggimento rimasero quindi il Comandante, due ufficiali e pochi uomini, che furono costretti a chiedere la resa ai partigiani, era il mattino del 26 aprile 1945. Anche in questo caso l'accordo raggiunto non fu rispettato, cosicchè vennero fucilati cinque ufficili, cinque sottufficiali e tre alpini.

Primo Comandante del Reggimento, il Col. Umberto Manfredini, successivamente, il Col. Policarpo Chierici, quindi il Col. Giorgio Milazzo, infine il Cap. Lorenzo Malingher, fucilato il 5 maggio dai partigiani.

Reparti Reggimentali

Comprendono la Compagnia Comando Reggimentale e la Colonna Leggera (trasporti), costituite a Milano il 1° gennaio 1944, la 102a Compagnia Cacciatori di Carri costituita il 26 febbraio a Verona e la Compagnia Collegamenti. Questi reparti operarono, sia in Liguria che in Piemonte, sempre alle dirette dipendenze del Comando del 2° Reggimento, partecipando, in collaborazione con altri Reparti, anche ad operazioni di rastrellamento nell'entroterra ligure.

Nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1945, senza nemmeno prendere in considerazione una ipotesi di resa ai partigiani, aliquote della Compagnia Comando Reggimentale e la Compagnia Cacciatori di Carri abbandonarono la sede del Comando del 2° Reggimento, dirigendosi, in armi e completamente autocarrata, verso Torino e la pianura, arrendendosi il 26 aprile a Tronzano Vercellese.

Il giorno dopo la Compagnia venne mandata a Biella dove si sciolse. Il C.L.N. di Biella aveva loro proposto di unirsi alle formazioni partigiane per andare a difendere Trieste dai titini, ma poiché l’idea venne subito abbandonata, alpini e ufficiali ricevettero un lasciapassare e furono messi in libertà. La Colonna Leggera invece passò quasi totalmente con i partigiani e alcuni di loro saranno utilizzati per fare la guardia agli ex commilitoni prigionieri nel Collegio di Lanzo.