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Il Battaglione Bassano
di Claudio Bertolotti

Il Battaglione Alpini Bassano fu costituito il 10 luglio 1887 traendo origine dal Battaglione Alpini Val Brenta inquadrato nel 6° Reggimento Alpini; primo impiego in guerra fu il conflitto in Eritrea, nel 1887, e di nuovo nel 1895 e 1896. Durante la Grande Guerra fu impiegato sull’altipiano dei Sette Comuni, a Cima Vezzena, sul Monte Kukla, sull’Ortigara e sul Monte Cesen. Inserito negli organici del 9° Reggimento Alpini nel 1921, nel 1937 fu trasferito all’11° Reggimento della Divisione Alpina Julia; durante la Seconda Guerra mondiale operò inizialmente sul fronte alpino occidentale, quindi, negli anni 1940-’42, su quello greco-albanese (Osum e Mali Spadarjt in Albania, Rijeka e Danjlograd nel Montenegro). Fu successivamente trasferito in Francia, a Gap, dove i fatti dell’8 settembre ne comportarono lo scioglimento con il conseguente trasferimento di buona parte degli effettivi presso i campi di concentramento germanici. Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, ne fu decisa la ricostituzione.

Il 24 dicembre 1943 fu ufficialmente ricostituito il Battaglione Alpini Bassano presso l’omonima località del vicentino, inizialmente come 2° battaglione dell’8° Reggimento alpini e successivamente nel 1°Reggimento. Esso prevedeva il normale organico del battaglione alpini ma con la facoltà, da parte del comandante, di apportare «quelle modifiche ed assegnare quei materiali più moderni disponibili…(atti)…a renderlo perfetto strumento di guerra»”. Il personale arruolato era, nella quasi totalità, composto da militari di leva.

L’addestramento del battaglione avvenne in Germania, come per tutte le unità della «Monterosa», nei campi di Münsingen e, limitatamente all’8ª Compagnia, di Feldstetten; il 17 luglio 1944, dopo la consegna ufficiale della Bandiera di Combattimento al 1° Reggimento di cui faceva parte, iniziò il movimento di rientro verso l’Italia; destinazione Fronte Ligure con funzione antisbarco prevedendosi, in tempi brevi la possibile azione via mare da parte anglo-americana. Il Bassano assunse la responsabilità sul settore, precedentemente presidiato dai reparti tedeschi della 42ª divisione Jaeger, nel tratto Portofino-Zoagli: circa dieci chilometri di sviluppo.

Durante il periodo di permanenza in Liguria, il «Bassano», in particolare l’8ª compagnia del Capitano Giovanni Firmian, fu impegnato a garantire la sicurezza del retrofronte; durante tale attività, a causa di un’imboscata, morirono in combattimento nei pressi di Allegrezze 7 alpini; molti i feriti.

Avvenuto lo sbarco americano in Francia (15 agosto 1944, Operation Dragoon-Anvil), si rese necessario rafforzare la linea di difesa alpina; fu così deciso di costituire il «Gruppo di Combattimento Monterosa» comandato dal Ten. Col. A. Farinacci e di inviarlo sul Fronte Alpino Occidentale: ne fecero parte i battaglioni «Bassano», «Tirano» e il Gruppo di Artiglieria «Vicenza».

Il compito assegnato al «Bassano» consistette nel portarsi nelle valli Varaita e Maira, occupare e tenere tutti i passi sul confine e sostituire i tedeschi dell’85° Gebirgsjager Regiment, precedentemente responsabili del settore: era il 26 settembre 1944. Sede del comando di battaglione fu il paese di Casteldelfino. Il «Bassano» dovette combattere contro i francesi che nel frattempo avevano occupato alcune posizioni fondamentali per il controllo dei valichi sul confine: il Passo di San Veran e il Colle dell’Agnello. Combattimenti e puntate offensive costarono al «Bassano», per la riconquista delle postazioni, 5 morti e quindici alpini catturati dai francesi.

La guerra continuò sul fronte, ma anche nel retrofronte: era la guerra civile che, limitata nel periodo invernale, si fece più acuta verso la fine del conflitto. Morti e diserzioni interessarono il battaglione in percentuali del tutto simili a quelle delle altre unità della «Monterosa»; possiamo calcolare una percentuale di diserzioni pari al 5% della forza organica che scenderà nei mesi di gennaio e febbraio 1945 al 2,6%, riducendosi, a marzo, ad una allo 0,5%; al 16 aprile si arrivò, infine, ad una percentuale del 3,8% della forza organica.

Il periodo finale della guerra fu caratterizzato da combattimenti per la difesa del confine, minacciato dalle decise azioni offensive francesi del giorno 14 aprile 1945; attacco respinto e posizioni mantenute.

Nel frattempo il Maggiore Molinari, all’insaputa della maggiorparte dei suoi ufficiali e degli alpini, aveva trattato la resa del «Bassano» con i partigiani della 2ª divisione «Giustizia e Libertà»; tale comportamento, aspramente criticato dagli ufficiali del battaglione, fu alla base dei tremendi episodi finali che colpirono quest’unità militare. I patti non furono rispettati: i tribunali del popolo e singoli comandanti partigiani procedettero all’uccisione e alle violenze nei confronti indistintamente di alpini, sottufficiali, ufficiali e ausiliarie SAF. Dopo un periodo di prigionia presso il campo di concentramento della Caserma Musso di Saluzzo, i militari del «Bassano», furono “liberati” dagli americani che li trasferirono presso un altro campo di concentramento: Coltano.

Primo comandante del battaglione fu il Tenente Colonnello Cipriano Nanni, successivamente il Maggiore Giuseppe Alberton, infine il Maggiore Mario Molinari. Riconoscimenti: 6 decorazioni al Valor Militare, 24 Encomi Solenni, 1 promozione per meriti di guerra.

Presenti alle bandiere: 12 Ufficiali, 14 Sottufficiali, 48 Graduati e Alpini.

(da “Storia del Battaglione «Bassano» della Divisione Alpina «Monterosa», RSI 1943-1945, ed. Lo Scarabeo, autunno 2007) .