| LA NOSTRA STORIA > Il Battaglione Brescia |
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Il Battaglione Brescia di Carlo Cucut Il Btg. “Brescia”, erede delle tradizione del Btg. “Vestone” della Div. “Tridentina”, venne costituito a Brescia il 1° gennaio 1944 ed inserito nell’organico del 2° Rgt. Alpini. Trasferito in Germania, compì l'addestramento nel campo di Münsingen, rientrando in Italia a fine luglio 1944. Venne dislocato in Liguria, con funzioni di riserva strategica del Reggimento, con le compagnie schierate nell'entroterra nella zona a nord del Passo del Bracco e il Comando posto a San Pietro Vara. Tale schieramento venne mantenuto dalla fine di luglio all'ottobre 1944, quando fu trasferito sul fronte della Garfagnana. Durante la permanenza nell’entroterra ligure il battaglione venne impiegato in operazioni di sicurezza nelle retrovie, distaccando la 2a Cp. a Varzi, presidio che venne attaccato da due brigate partigiane a metà settembre e costretto alla resa, con la perdita di oltre metà degli effettivi. Il trasferimento iniziò il 25 ottobre e il 28 il “Brescia” entrò in linea sul fronte della Linea Gotica, sostituendo reparti tedeschi della 42aJaeger, schierandosi a cavallo del fiume Serchio, collocando il comando a Palleroso, le compagnie sul greto del fiume verso occidente sino a Campo e la 1a Cp. dell'”Aosta”, ad esso aggregata, sulla riva sinistra verso Treppignana. Il battaglione, così schierato, costituiva l'ala sinistra dello schieramento della “Monterosa” di fronte alla 5a Armata Statunitense. Appena giunto in linea, le truppe brasiliane provarono a verificare subito la combattività dei nuovi arrivati, scatenando una serie di attacchi il 28 e 29 ottobre, contro la Compagnia dell’”Aosta”, che, causa la preponderanza delle forze attaccanti e la perfetta conoscenza del terreno, ottennero successo.Il Comandante del “Brescia”, accorso subito con i rincalzi, concorse a bloccare l’infiltrazione dei reparti brasiliani, consentendo ai rinforzi italo-tedeschi di predisporre una nuova linea difensiva. All’alba del 30 scattò il contrattacco condotto su due direttrici, nell’area del saliente creatosi a seguito dell’offensiva brasiliana combattè il “Brescia” che, a sera, aveva riconquistato le posizioni perse il 28. Ripristinato il fronte sulla linea difensiva iniziale, non si ebbero azioni di particolare rilevanza sino a Natale, eccetto la quotidiana attività di pattuglia, i tiri di mortai e la continua opera di cannoneggiamento da parte degli americani. Durante l'offensiva "Wintergewitter", il “Brescia” partecipò con una Cp., aggregata ai tedeschi del 285° Rgt., all'attacco verso Barga e, con le rimanenti Compagnie, all'attacco verso Gallicano alla destra del Serchio. L'offensiva ebbe successo e, oltre alla cattura di un ingente quantitativo di armi, munizioni, viveri e altri generi di conforto, portò ad un miglioramento della prima linea difensiva, mentre le vecchie posizioni vennero attrezzate a seconda linea difensiva, consentendo un notevole miglioramento della profondità del settore difensivo. Sulle nuove posizioni il “Brescia” rimase sino al febbraio 1945, quando ebbe il cambio dai bersaglieri del I Btg.-1° Rgt. della Div. “Italia”, iniziando il trasferimento verso la Liguria a partire dal 13 febbraio. Trascorso un periodo di riposo a La Spezia, raggiunse Genova a piedi e il 7 marzo venne passato in rassegna dal Maresciallo Graziani. Proseguì quindi per il Piemonte diretto a Torino in tradotta. Nella notte tra il 12 e il 13, tra Villafranca e Villanova d’Asti, la tradotta subì un attentato dinamitardo, i partigiani avevano collocato una mina sotto le rotaie che esplose al passaggio del convoglio. Morirono 17 alpini e una trentina rimasero feriti. Dalla metà di marzo il “Brescia” completò il trasferimento nel Canavese, schierandosi nella Valle di Locana, e dell’Orco, a Pont Canavese, con le compagnie dislocate al Passo di Galisia, a Ceresole Reale e Locana, con compiti di difesa del confine delle Alpi dalle infiltrazioni francesi. Il Btg. ritornava dopo quattro mesi sotto il comando del 2° Reggimento. Il “Brescia” alla fine di aprile, nella impossibilità di mantenere i contatti con il Comando di Reggimento, diede mandato alle sue compagnie di trattare la resa condizionata con i partigiani locali: ufficiali prigionieri e alpini in libertà. Ogni compagnia si sciolse nelle località dove erano dislocate, i patti vennero rispettati e non si ebbero violenze. Primo Comandante del Battaglione, il Maggiore Aldo Pasquali, successivamente, il Capitano Locatelli, infine il Capitano Felice Ferrarese. |