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Il Battaglione Morbegno
di Carlo Cucut

Il Battaglione “Morbegno” venne costituito a Morbegno alla fine del 1943 ed incorporato nel 2° Reggimento il 1° gennaio 1944. Trasferito in Germania compì l'addestramento nei campi di Heuberg e Munsingen rientrando in Italia alla fine di luglio 1944, per essere schierato in Liguria, nella Riviera di Levante, a difesa del settore tra Moneglia e Levanto, svolgendo funzioni di difesa antisbarco. A seguito del trasferimento del “Tirano” in Piemonte, il “Morbegno” ampliò il settore difensivo sino a Sestri Levante. Venne impiegato nelle operazioni, disposte dalla Divisione e dal C.d.A. “Lombardia”, per la sicurezza delle retrovie divisionali e per il controllo delle strade che, attraversando i passi appenninici, collegano la Liguria con la Pianura Padana.

Durante il periodo invernale, sulla costa vennero lasciati piccoli presidi, a parte Levanto dove rimase tutta la 6a Cp., mentre il grosso dei Reparti venne dislocata nell’entroterra a guardia dei nodi stradali e del passo del Bracco, presidiato dall’8a Cp.. Numerosi gli attacchi e le imboscate agli alpini del “Morbegno”, la sola 8a Cp. ne ebbe a subire 8 in tre mesi. Ai primi di febbraio 1945 al “Morbegno” giunse l’ordine di trasferimento in Piemonte, sul fronte delle Alpi Occidentali. Radunatosi a Sestri Levante, giunse a Genova, a piedi e in camion, da dove proseguì in treno verso Asti, per ripartire alla volta delle Valli di Lanzo (TO) tra il 6 e 7 febbraio.

Giunto nelle Valli di Lanzo schierò le sue Compagnie tra le due vallate che si diramano da Lanzo: la Val d’Ala, dalla quale si stacca la Val Grande, e la Val di Viù, sostituendo reparti tedeschi e parà del Reggimento “Folgore”. Il “Morbegno” schierò il Comando a Ceres e dislocò le Compagnie alle testate delle vallate con posti avanzati sulla linea dei passi: a Usseglio la 8a Cp., a Balme la 7a Cp., a Forno Alpi Graie la 6a Cp., a Ceres la 10a Cp., a Viù la 9a Cp.. La 8a Cp. distaccò un Plotone a Malciausia e un distaccamento al Lago della Rossa, luoghi dove sono presenti dei bacini idroelettrici di importanza strategica; la 7a Cp. un Plotone sul confine con la Francia al Rifugio Gastaldi. Tale schieramento venne mantenuto fino alla notte del 26 aprile 1945.

Durante tale periodo non vennero compiute azioni offensive da parte delle truppe francesi, a parte un unico tentativo di sconfinamento al Lago della Rossa subito respinto con perdite da ambo le parti. Maggiori problemi vennero dalle azioni dei partigiani, non tanto alla testata delle vallate, quanto nei paesi a valle della sede del Comando del “Morbegno”, come Mezzenile, Pessinetto, Traves e Chiaves sedi di importanti gruppi di partigiani, creando problemi alle linee logistiche. Si ovviò con azioni continue di rastrellamento compiute in collaborazione con la C.C.R. di stanza a Lanzo. Fra le azioni di maggior rilievo, quella dell'11 aprile verso Pian Audi e Corio, anche se senza risultati di rilievo.

La sera del 25 aprile 1945 arrivò al “Morbegno” l’ordine, dal Comando del 2° Reggimento, di ritirare i presidi di confine, raggruppare le Compagnie 6a, 7a, 10a a Ceres e scendere a Lanzo, mentre l’8a e la 9a dovevano scendere direttamente su Lanzo. Poiché occorreva attendere i presidi distaccati e le distanze da Lanzo oscillavano tra i trenta e trentacinque chilometri, sarebbe stato necessario che a Lanzo il presidio fosse rimasto saldo, visto che perlomeno fino al 26 pomeriggio non si poteva concludere il ripiegamento del “Morbegno”. Invece il presidio di Lanzo si sfaldò, accettando la resa il 26, e le comunicazioni si interruppero con le Compagnie e il Comando del Battaglione.

Fu così che, raggiunte le sedi delle singole Compagnie, non ricevendo più ordini dai Comandi superiori, i singoli Comandanti furono avvicinati da emissari dei partigiani che offrirono la resa. Prive totalmente di collegamento, non rimase altra scelta se non quella di accettare la resa alle condizioni imposte: alpini in libertà con un salvacondotto, ufficiali prigionieri.

Il “Morbegno” si sciolse il 26 aprile. I patti non vennero rispettati e molti ufficiali, sottufficiali e alpini vennero catturati da altre formazioni partigiane, concentrati nel Collegio Vescovile di Lanzo Torinese e nella cartiera di Germagnano, da dove molti ufficiali, sottufficiali e alpini, vennero trasferiti nei luoghi dove avevano combattuto e fucilati sul posto. Molti altri subirono violenze e percosse, fino al 5 maggio, quando arrivò una colonna americana che prese in consegna i superstiti prigionieri.

Primo Comandante del Battaglione, il Magg. Luigi Pagliano, successivamente, il Cap. Adriano Roggero, quindi il Cap. Lorenzo Malingher, infine il Cap. Carlo Pezzolini.

(Da Storia del Novecento, mensile di storia)