LA NOSTRA STORIA > Brani tratti dal libro: "La guerra sulla linea Gotica" di Cesare Fiaschi.


In questo volume il Ten. Cesare Fiaschi , già appartenente al 1° Rgt. di Artiglieria Alpina della Divisione Monterosa, oltre a raccontare la storia di questa Grande Unità della R.S.I. si sofferma in maniera particolareggiata e con rigorosa fedeltà storica a narrare gli eventi legati ai combattimenti svoltisi, con la partecipazione di truppe italiane, sulle Alpi Apuane, nelle Valli del Serchio, della Lima e in Lunigiana dall'ottobre 1944 fino alla fine di aprile 1945.

Dal libro, pubblicato dalla casa editrice "Lo Scarabeo" di Bologna, proponiamo i capitoli riguardanti l'operazione WINTERGEWITTER. 



Cap. 13 - Wintergewitter Aktion. Preparazione e pianificazione dell'azione. (pag. 90)

Alla metà del mese di ottobre 1944, nell'effettuare il passaggio delle consegne dei settori della Valle del Serchio e della Versilia, il Gen. Jost comandante della 42^ Div. Jaeger, accennò al Gen. Carloni comandante della Div. Monterosa e al Gen. Fretter-Pico comandante della 148^ ID. la possibilità, da verificare, di effettuare un attacco di sorpresa nel settore della valle del Serchio e del litorale della Versilia per riconquistare i porti di Viareggio e di Livorno, importantissimi per l'afflusso dei rifornimenti alla 5^ Armata. All'operazione avrebbero dovuto partecipare la 148^ Div, l'aliquota della Monterosa destinata alla Garfagnana, la Div. Italia che si trovava ancora nel campo di addestramento di Heuberg in Germania, ma che doveva rientrare, e altri reparti tedeschi corazzati e da montagna facenti parte della riserva strategica della 14^ armata, dislocati sulla via Emilia. La proposta fu inoltrata al LI Corpo d'Armata alpino. Successivamente il Gen. Carloni e il Gen. Fretter-Pico furono convocati ad Albinea dal gen. Feuerstein Comandante del LI C.d.A., per valutare la possibilità di attuazione del progetto e, in caso favorevole, per impostare il piano di massima dell'azione offensiva.
Dagli studi condotti unitamente allo Stato Maggiore del Corpo d'armata alpino tedesco risultò che il piano era troppo ambizioso e doveva essere ridimensionato per l'indisponibilità di uomini e soprattutto di mezzi e del carburante che sarebbero stati necessari. I gen. Carloni e Fretter-Pico furono pertanto incaricati di formulare un piano ridotto, circoscritto alla sola valle del Serchio, realisticamente effettuabile. Premessa fondamentale per la riuscita dell'operazione, la sorpresa, l'accurata pianificazione, la determinazione, la rapidità dell'esecuzione e pertanto l'attuazione dell'avvertenza di non fermarsi davanti alle postazioni che resistono ma mantenerle impegnate e proseguire verso il successivo obiettivo, per non pregiudicare la sorpresa e la rapidità dell'azione. Alla fine del mese di novembre il piano era pronto, approvato, ed era iniziata la preparazione dell'offensiva. Era anche iniziata un'accorta campagna di disinformazione tendente a trarre in inganno il Comando della 5^ Armata e il Comando della 92^ Div. facendo intravedere la possibilità di un attacco nel settore tirrenico con contemporanei attacchi diversivi nella valle del Serchio da attuarsi verso la metà del mese di dicembre. Il Q. G. della 5^ Armata che aveva pianificato la riprese dell'offensiva generale su tutto il fronte a partire dalle ore 08.00 del giorno 25 dicembre, probabilmente fu portato a credere a questa ipotesi, con inizio intorno alla data del 10 dicembre; però mantenne inalterata la data del proprio programmato attacco. E' possibile che questa evidente incongruenza derivi dal fatto che il Q.G. della 5^ Armata intendesse sfruttare, a favore della riuscita del proprio attacco, il trasferimento in Versilia di parte delle Divisioni tedesche mantenute di riserva lungo la via Emilia. Senonché anche il giorno 10 dicembre trascorre senza che si verifichi alcun attacco da parte italo-tedesca e presso il Q.G. della 5^ Armata si rafforza la tesi che l'offensiva paventata sia del tutto improbabile. In tale ottica alle ore 12.00 del giorno 17 dicembre il Gen. Almond dal Q.G. della 92^ Div. dislocato a Viareggio emana l'ordine di servizio n.4 così formulato:

La 5^ armata continua la preparazione della prevista offensiva. All'ora H del D.Day il4° Corpo deve avanzare nella zona di propria competenza. La 9^ Div., escluso il 365° Combat Team deve attaccare nella valle del Serchio, mentre nel settore di Massa il 365° C.T. dovrà esercitare una forte pressione sul nemico.

Improvvisamente e inaspettatamente però il Q.G. della 5^ Armata, nelle prime ore del mattino, emana il seguente ordine:

Aggregare alla 92^ Div. il 337° Combat Team della 85^ Div. e il 135° Combat Team della 34^ Div. di fanteria. Dotare di automezzi il 339° Gruppo da combattimento della 85^ Div. per metterlo in grado di muoversi entro tre ore dal ricevimento dell'ordine. Aggregare alla 92^ Div. il 760° Btg. di carri medi. Aggregare al 4° C.d.A., due Compagnie di carri medi e il Comando del 775° Btg.; mettere agli ordini operativi della 92^ Div. la 19^ e la 21^ Brig. dell'8^ Div. Indiana dell'esercito britannico. Altre unità d'appoggio come da allegato devono raggiungere l'area di raccolta ubicata nei pressi di Lucca.


Il Q.G. della 5^ Armata ordina che la 92^ Div. e i reparti aggregati passino dalla dipendenza dal comando della 5^ Armata stessa agli ordini del 4° C.d.A. comandato dal Gen. Crittenberger, che installerà il proprio posto di Comando a Lucca.
Il giorno 23 dicembre alle ore 14.00 il Q.G. della 92^ Div. emana il seguente ordine esclusivamente esplicativo dell'ordine di servizio n. 4: viene confermato il precedente ordine n. 4. L'ora H è stata stabilita per le ore 08.00 e il D-Day per il 25 dicembre.
Discussione. Durante la riunione che ha preceduto l'emanazione dell'ordine, la tesi che ha prevalso è stata la seguente:
Le unità in linea del nemico al momento non si dimostrano particolarmente aggressive e inoltre disertori affermano di non aver mai sentito parlare di un attacco. 
Conclusione. Le conclusioni recepite al termine del rapporto sono le seguenti:

Il nemico può attaccare nella valle del Serchio con le truppe di cui dispone attualmente in linea, in qualsiasi momento. L'attacco potrà, prevedibilmente, essere eventualmente sferrato successivamente alla sera del giorno 24 dicembre. Al momento non si dispone però di sufficienti indicazioni che possono avvalorare tale possibilità.

I comandanti delle unità schierate in linea però non erano tranquilli e continuavano ad affermare che molti segni premonitori avvaloravano la tesi di un prossimo attacco.
Il Comando della 92^ Div. aveva ipotizzato la situazione in maniera molto più realistica rispetto al Quartier Generale della 5^ Armata, pur disponendo ovviamente di informazioni più limitate, perché aveva dato maggior credito.
Alle notizie captate ai civili e ricevute dai partigiani che ripetutamente avevano segnalato movimenti di truppe, di artiglierie e un intensificato afflusso di rifornimenti. Non avendo ovviamente potuto disattendere le decisioni del Q.G. della 5^ Armata, il Comando della 92^ Div. aveva attuato gli ordini di effettuare i preparativi offensivi, però aveva iniziato anche a concretizzare cauti provvedimenti di carattere difensivo.
Il giorno 24 dicembre, di primo mattino, il Comando della 92^ dispone che due unità di fanteria dislocate nella zona di Barga vadano a rinforzare i presidi di Sommocolonia, Bebbio e Scarpello.
Nella serata il Comando del 370° Combat Team riceve l'ordine di sospendere l'attacco che doveva iniziare alle ore 08.00 del giorno successivo, secondo l'ordine n° 4.
Alle ore 16.00 il Q.G. della 92^ Div. emana un ordine operativo che dispone di rinforzare, organizzare a difesa le posizioni occupate, e mantenerle a qualsiasi costo; intensificare i pattugliamenti e rinforzare al massimo le attuali posizioni difensive.
Il piano di attacco italo-tedesco approvato dal LI C.d.A., prevede che i reparti attaccanti debbano essere suddivisi in tre colonne principali:
1^ colonna. Composta da aliquote del Gruppo esplorante Monterosa, dalla compagnia Comando reggimentale del 1° Alpini, dal II/6° San Marco, dal Btg. Alpini Brescia, dalla 1 Cmp. del Btg. Aosta, dal I/285°/148° e da un Plotone di Pionieri della Div. Italia comandato dal Ten. Baldasserini.
2^ colonna. Composta da un'aliquota del Btg. Brescia e dal I/285/148 Div. Tedesca.
3^ colonna. Composta dal IV Hoch (LI G.K.) rinforzato da un'aliquota del Btg. Kesselring (AG.C.) e dal Btg: Hochgebirgsjaeger della scuola d'alta montagna di Mittenwald (LI G.K.), rinforzato da unità del Btg. Kesselring. Riserve. I/286/148 e due Compagnie del Btg. Pionieri della Div. Italia.

Scopo dell'azione

Strategico. Infliggere al nemico uno scacco di notevole portata suscettibile di forte risonanza politica. Fornire motivi di sfruttamento propagandistico del successo in quanto coinvolgente soprattutto truppe nemiche di colore. Richiamare consistenti unità nemiche dal settore centrale alfine di costringere il Comando alleato a rimandare la ripresa dell'offensiva generale su tutto l'arco del fronte, programmata per il giorno 25dicembre 1944.
Tattico. Dare maggiore profondità alle attuali posizioni nel sottosettore ovest del Serchio, troppo compresse rispetto al solco della Turrite Secca. Scardinare l'organizzazione nemica delle artiglierie e dei rifornimenti.


Modalità attuative dell'azione. 

3^ colonna. Il Gruppo da combattimento del IV Hoch dovrà irrompere con azione di sorpresa, senza iniziale appoggio dell'artiglieria sull'ala destra dello schieramento alleato per conquistare Sommocolonia. Dovrà poi procedere verso il monte Vano, che dovrà occupare; proseguire poi in direzione di Barga e successivamente procedere verso Fornaci di Barga, effettuando una manovra di aggiramento a raggio corto per prendere alle spalle le unità alleate che difendono Barga e la costa di Rampugnana.
L'avanzata della 3^ colonna dovrà regolare i tempi dell'avanzata delle altre due colonne che dovranno frontalmente impegnare gli antistanti reparti nemici, mentre la 3^ colonna completerà la manovra di aggiramento.
Il Btg. Mittenwald dopo aver conquistato Montebono dovrà dirigersi in direzione di Bebbio, Tiglio e Pedona effettuando una manovra di aggiramento a raggio più ampio rispetto a quella del IV Hoch.
2^ colonna. Dovrà attaccare sull'allineamento, ponte di Campia, ponte di Catagnana e investire frontalmente le difese di Barga e della costa di Rampugnana, mentre il IV Hoch le investirà dal lato sud-est. Le unità del Btg. Brescia dovranno procedere parallelamente al corso del fiume Serchio da ambedue i lati e conquistare Gallicano.
Successivamente l'intera 2^ colonna dovrà proseguire in direzione di Fornaci di Barga.
3^ colonna. Dovrà avanzare su più direttrici, occupare le posizioni nemiche nei centri abitati di Promiana, Molazzana, Brucciano, Colomini e Vergemoli e successivamente continuare ad avanzare fino a prendere possesso del versante nord della Turrite di Gallicano. Dovrà poi spingere pattuglie fino alla base del monte Palodina e a Fornovolasco per impedire possibili invii di rinforzi alleati dalla Versilia.
Battaglione Intra. Dovrà effettuare pattugliamenti offensivi nella zona ad ovest delle Alpi Apuane per tenere impegnati i reparti alleati che presidiano i paesi di Levigliani, Terrinca, Basati e Azzano e assicurare il fianco destro della direttrice dell'avanzata.
Reparti della 148^ Div. che presidiano il settore della Versilia. Dovranno tenere impegnate le antistanti truppe alleate con azioni di pattuglie e il fuoco dell'artiglieria.
Comandi. Comandante di tutte le forze in campo: Gen. Mario Carloni della Div. Monterosa.
Comandante operativo: Gen. Fretter-Pico comandante della 148^ Div. Tedesca. 
Comandante dello schieramento di artiglieria italo-tedesca: Col. Luigi Grossi, comandante del IV Rgt. art. Alpina della Monterosa.
Dipendenza strategica. LI.GK. Gen. Valentin Feuerstein.
Ordine operativo. Documento n. 383/1/2/3/4. 


Cap. 14 - Azione Wintergewitter. (pag. 95)

Giorno 26 dicembre 1944
Ore 00.00. Scatta l'ora X. L'azione Wintregewitter ha inizio.
Ore 00.30. La 3^colonna d'attacco lascia le posizioni di partenza e in silenzio, con la massima cautela inizia la marcia di avvicinamento, procedendo con gli uomini distanziati uno dall'altro in direzione degli obiettivi che gli sono stati assegnati. Nessun tiro di artiglieria nel settore fino a quando l'attacco diverrà palese.
Il Gruppo da combattimento IV Hoch con aggregata un'aliquota del Btg. Mitraglieri Kesselring era partito dalla zona dell'Abetone alle ore 17.00 del giorno 23 e aveva marciato in direzione del passo delle Radici sul quale stava infuriando una bufera di neve. Superato il passo aveva effettuato una sosta di alcune ore all'aperto, poi era ripartito in direzione di Castiglione di Garfagnana ove era arrivato verso le ore 16.00 e si era accantonato in locali predisposti. Alle ore 23.00 del giorno 24 era ripartito, aveva superato la periferia di Castelnuovo Garfagnana ed era arrivato nella zona di Fosciandora, Crociale e Lupinaia, dove aveva preso alloggio entro case abbandonate.
Il giorno 25 aveva sostato stando rigorosamente in copertura e alle ore 21.00 era ripartito in direzione di Lama dove aveva oltrepassato la linea del fronte dopodiché aveva sostato all'aperto su terreno innevato e con temperatura molto rigida fino all'ora dell'inizio dell'attacco. Il Btg. Mittenwald era partito il giorno 24 dalla zona del monte Romecchio, aveva pernottato ed era rimasto in copertura entro case abbandonate nella zona di Ceserana. Nella tarda serata del giorno 25 aveva superato la zona del fronte e aveva sostato all'aperto fino alle ore 00.30 del giorno 26 quando aveva iniziato l'avvicinamento al paese di Montebono. 
All'inizio dell'attacco la situazione delle forze in campo nella valle del Serchio era la seguente:

Schieramento italo-tedesco.

Sottosettore est.
Gruppo da combattimento IV Hoch: rinforzato da un'aliquota del Btg. Mitraglieri Kesselring.
Battaglione Mittenwald rinforzato da un'aliquota del Btg. Kesselring.
Ambedue posizionate sul crinale di Lama.
I/285°/148^ a organico dimezzato posizionato sul crinale che da Lama degrada fino al Ponte di Campia.

Sottosettore ovest.
Btg. Brescia del 2° Rgt. Alpini posizionato nella zona di Fiattone, Cascio e Campo.
II/6° San Marco posizionato fra Cascio e Montaltissimo.
I/285°/148^ inserito fra il San Marco e il Gruppo esplorante.
Compagnia Comando reggimentale del 1° Alpini posizionato nella zona di Eglio.
Gruppo esplorante Monterosa con aggregato un Plotone del Btg: pionieri della Div. Italia posizionato da Eglio al Grottorotondo.
Btg. Alpini Intra posizionato sulle Apuane.
Tutti i reparti di cui sopra hanno organico ridotto non avendo mai ricevuto complementi e lasciato aliquote pari a circa il 20-30% della forza disponibile a presidiare le posizioni di partenza.
Riserve di settore.
I e II/286°/148^ Btg. Div. Italia meno un Plotone e forse anche il II/285°/148^ posizionati fra Pieve di Fosciana e Castelnuovo Garfagnana.
Artiglierie:
Gruppo Bergamo della Div. Monterosa con tre Batterie da 75/13.
Gruppo Mantova della Div. Monterosa con tre Batterie da 105/22.

Due gruppi tedeschi da 10.5 del 1048°/148^Div.
Un Gruppo tedesco da 15.0 del 1048°/148^ e un Gruppo motorizzato del 51° Rgt. tedesco. Compagnia cannoni da 75/9 del Gruppo esplorante.
101^ Cmp. cacciacarri con 2 P.A.K. da 75/46.
Batteria A.A. con 4 mitragliere da 20 mm della Monterosa.
Batteria A.A. tedesca da 8.8.
Batteria A.A. tedesca da 7.5.
Batteria A.A. quadrinata da 20 mm tedesca.

Schieramento alleato.

Sottosettore est.
Comando avanzato 92^ Div. in località Osteria.
Comando 370° Combat Team a Fornaci di Barga.
Comando 588° Btg. Artiglieria a Fornaci di Barga, con le Batterie piazzate nella zona dei Piani di Coreglia, meno una dislocata nei pressi di Molazzana.
Comando 2°/366° a Barga.
Comando 2°/370° ai Piani di Coreglia.
Comando 92^ Roconnaissance Troop a Coreglia.
Compagnia G/366° con Plotoni dislocati tra il Ponte di Campia, Nebbianella, Rampugnana, zona Parodi-Cardosi, Albiano.
Compagnia F/2°/366 con Plotoni dislocati nella zona di Ronchino, Ponte di Catagnana, Catagnana, Sommocolonia.
Compagnia E/366° con Plotoni dislocati fra il Monte Vano, Piaggia Grande e Molino Pistoia.
92° Reconnaissance Troop, con reparti suddivisi fra Montebono, Bobbio, Scarpello e Pian Ceci.
Compagnia F/370°, ai Piani di Coreglia, come riserva di sottosettore.
Distaccamento 92^ Military Police, suddiviso nei posti di blocco che controllano tutte le strade e sentieri.
Plotone carri Shermann della Compagnia B/760° dislocata a Pedona.
Plotone carri Shermann della Compagnia B/760° dislocato fra Barga e i Piani di Gragno.
Batteria A del 600° Btg. con obici da 155 mm piazzata a Ghivizzano.
Compagnia cannoni del 370° dislocata a Loppia.
Compagnia cannoni del 366° dislocata a Loppia di Sotto.
Compagnia A del 317° Btg. Genio dislocata in località Osteria.

Sottosettore ovest
Comando 1°/370° a Gallicano.
Compagnia controcarro del 370°, dotata anche di armamento supplementare di fanteria, con Plotoni dislocati a Vergemoli e Trassilico.
Compagnia G/2°/370° dislocata nella zona di Calomini. 
Compagnia B/1°/370° dislocata nella zona di Molazzana.
Compagnia A/1°/370° con Plotoni distaccati a Brucciano, Promiana, Molazzana e monte Faeto.
Compagnia C/370° con Plotoni distaccati sulla quota 442, Casa Casella e Casa Rio, quota 437 e la zona Le Casette e Castelletto.
Compagnia E/2°/370° con Plotoni distaccati sui monti Palodina e Gragno. 
Riserve di settore.
A partire dal giorno 26 dicembre, dislocate a cavallo fra Lucca e Viareggio:
8^ Divisione indiana dell'esercito britannico formata dalle brigate:
19^ di fanteria composta da:
1° Argyle and Sutherland Highlanders. Princess Louise's,
3/8 Punjab Regiment,
6/13 Frontier Force Rifles,
21^ di fanteria composta da:Royal West Kent (The Queens own Royal West Kent Rewgiment),
1/5 Maharatta Light Infantry,
3/14 Punjab Regiment, 
85^ Divisione U.S.A. composta dal: 337° e 338° Rgt. di fanteria e 329° Rgt. di artiglieria da campagna.
Una Compagnia del 775° e una del 760° Btg. Carri armati.
Tre Battaglioni americani di artiglieria dei quali due dotati di obici da 155 mm e uno di cannoni da 155 mm. 
1.125° Btg. di artiglieria semovente.
135° Gruppo da combattimento reggimentale della 34^ Div. U.S.A.
1^ Divisione corazzata U.S.A. (Gen. Pritchard).
Due reggimenti inglesi di artiglieria: 10° e 12° Royal Art. dotati di cannoni da 55 inch. (140 mm). Reparti in preallarme di trasferimento:
6^ Divisione blindata sudafricana.
755° Btg. carri.
750° Btg. di artiglieria dotato di obici da 155 mm.
530° Btg. di artiglieria dotato di cannoni da 155 mm.
84° Btg. chimico (nebbiogeni).
Le direttive emanate dal Quartier Generale della 5^ Armata per il Comando del 1° C.d.A. sono di resistenza a oltranza sulle posizioni al momento occupate.


Andamento cronologico degli avvenimenti.
Sottosettore est
Ore 01.00. Il Comando del 4° C.d.A. della 5^ armata americana riceve da una radiotrasmittente clandestina l'informazione, forse volutamente errata, inviatagli dal Parroco di Perpoli, che il previsto attacco italo-tedesco avrà inizio al mattino del 27.
Ore 02.00. La Compagnia F del 2°/370° riceve l'ordine di trasferirsi dai Piani di Coreglia dove era dislocata come riserva, nel sottosettore ovest, per preparare una linea difensiva lungo il lato sud della Turrite di Gallicano che, sfruttando le asperità del terreno di montagna, si prolunghi fino all'abitato di Verni.
Ore 02,50. L'unità della 92^ Reconnaissance Troop che presidia l'abitato di Bebbio segnala al proprio comando rumori intermittenti di fuoco di armi automatiche provenienti da nord -est.
Ore 02.55. Anche il 2°/366° segnala azioni di fuoco a nord-est di Sommocolonia.
Ore 03.00. Il rumore di spari à cessato.
Ore 03.00 La 3^ Cmp. del Kampfgruppe IV Hoch, composta da 41 uomini, che procede in posizione di avanguardia unitamente agli osservatori di artiglieria, dopo aver fatto saltare un non conosciuto, vasto, campo minato che aveva provocato la perdita di alcuni uomini, attacca un avamposto di partigiani posizionato a protezione del lato nord-est dell'abitato di Sommocolonia. I mortai e l'artiglieria alleati aprono un intenso fuoco di sbarramento che, ben diretto, costringe gli uomini della compagnia attaccante a distanziarsi ulteriormente e ad avanzare con grande cautela, con l'obiettivo di conquistare l'abitato di Sommocolonia. Il Comandante della 3^ Cmp., accertato che i tiri dell'artiglieria avversaria sono diretti da un osservatorio installato sulla sommità di una vecchia torre che si innalza nel centro del piccolo abitato e domina il crinale, incarica un tiratore scelto di neutralizzarne il personale. Muoiono il Ten. Fox, ufficiale preparato, efficiente e determinato e il suo addetto alle trasmissioni, un caporale, ambedue in forza al 598° Btg. Field Artillery della 92^ Div. L'ufficiale verrà, successivamente, decorato alla memoria con la Distinguished Service Cross per aver chiesto al proprio comando di dirigere il fuoco della Batteria sulla sua posizione al fine di poter dare maggior efficacia ai tiri contro gli attaccanti che erano ormai arrivati a brevissima distanza dalla torre sulla sommità della quale era posizionato il suo osservatorio. Proseguendo l'attacco la 3^ Hoch costringe i partigiani dell'avamposto, che pur combattono bene e hanno subito perdite, a ripiegare entro l'abitato. 
Ore 04.00. La 3^ Hoch guidata da soldati italiani che conoscono la zona attacca l'abitato, contrastata anche dal fuoco dell'artiglieria americana che spara granate a tempo intervallate con granate al fosforo che provocano focolai d'incendio nella bassa vegetazione del bosco.
Un razzo colore rossoblù che nel buio della notte si alza nel cielo nel crinale di Lama costituisce il segnale di inizio dell'avanzata anche da parte della 1^ e anche della 2^ colonna, che iniziano l'attacco agli obiettivi assegnati, ai quali si erano silenziosamente avvicinati a partire dalle ore 00.00. L'artiglieria di tutto il raggruppamento italo.tedesco che fino al momento non era intervenuta, apre il fuoco simultaneamente contro gli obiettivi nemici, controbattuta senza molta efficacia dall'artiglieria alleata.
Nell'abitato di Sommocolonia si sviluppano feroci combattimenti casa per casa. Il ten. Jenkins della F/2°/366° chiede per radio al proprio Comando l'invio di rinforzi ; gli viene inviato un Plotone della E/2°/366° che, mentre sta percorrendo il sentiero di accesso al paese, subisce perdite perché inquadrato dal fuoco incrociato dei mitraglieri del 3°Hoch. Nel frattempo il Gruppo da combattimento Mittenwald che usufruisce come guide di militari italiani, attacca e conquista il piccolo paese di Montebono difeso da unità della 92^ Reconnaissance Troop; successivamente il Comandante del gruppo da combattimento, con felice intuizione, attuando la tattica Auftragstaktik divide l'unità in due colonne delle quali una si dirige in direzione di Bebbio e l'altra in direzione di Renaio e Scarpello. A seguito di questa decisione le manovre aggiranti diventano tre. La prima a raggio ristretto sviluppata dal IV Hoch ha l'obiettivo di chiudere la tenaglia nella zona di Pedona. La seconda a raggio più ampio sviluppata da un'aliquota del Mittenwald ha l'obiettivo di chiudere l'accerchiamento ai Piani di Coreglia e la terza attuata dalla seconda aliquota del Mittenwald ancora più a sud ossia a Coreglia Antelminelli, per poi spingere in avanti reparti esploranti fino a raggiungere quella linea di resistenza che la 8^ Divisione indiana dell'esercito britannico sta iniziando a predisporre sulla dorsale che da est a ovest collega Rio Fegana a Calavorno, in prossimità di Bagni di Lucca.
Avamposti della 92^ Reconnaissance Troop posizionati a Bebbio individuano un reparto tedesco composto da circa 50 uomini e una colonna di salmerie che con muli sta portando rifornimenti al IV Hoch, nella zona di Sommocolonia e li sottopongono a fuoco di artiglieria. La colonna colpita subisce la perdita di alcuni quadrupedi. Il contingente di sinistra del Mittenwald attacca le posizioni nemiche ubicate fra Renaio e Scarpello e quello di destra il presidio di Bebbio.
Ore 06.00. Le aliquote della 92^ Reconnaissance Troop che presidiano Renaio e Scarpello, sotto la pressione del Mittenwald sono costrette a ritirarsi frettolosamente in direzione di Coreglio senza nemmeno avvisare il proprio Comando. In conseguenza la 92^ Div. ignora che il fianco destro del proprio schieramento è rimasto scoperto e che il gruppo da combattimento Mittenwald vi sta penetrando i profondità.
Ore 09.30. Proseguono i sanguinosi combattimenti nell'interno dell'abitato di Sommocolonia. Il IV Hoch ha lasciato nel paese un piccolo nucleo con il compito di annientare gradualmente i difensori, mentre il grosso della colonna si dirige verso il monte Vano sul quale gli alleati stanno realizzando un centro di resistenza, nell'intento di costituire una nuova linea difensiva sull'allineamento monte Vano-Barga. Anche nel tratto del fronte che dal ponte di Campia arriva al ponte di Catagnana si sta sviluppando l'attacco; a cavallo del Serchio da parte del Btg. Brescia in direzione di Gallicano, e da parte del I/285° tedesco, lungo la costa di Rampugnana. L'attacco è appoggiato dal fuoco a momenti molto intenso dell'artiglieria italo-tedesca.
Il comandante del 2°/366° americano ordina che un Plotone della propria Compagnia E vada a rafforzare il presidio di Sommocolonia che sempre più debolmente resiste, malgrado la pressione esercitata dai tedeschi sia molto diminuita, e che l'altro Plotone sempre della Compagnia E vada a rinforzare la Compagnia G che nel settore di Rampugnana-Cardosi sta vacillando sotto gli attacchi del I/285°. Il Comando del 370° Rgt. annulla l'ordine e dispone che i due Plotoni si rechino invece sul monte Vano dove la situazione si va facendo sempre più difficile; senonché il Plotone della E quando ormai è arrivato in prossimità di Sommocolonia viene preso sotto il fuoco delle mitragliatrici del IV Hoch, subisce perdite, non riesce a entrare in contatto con i rimanenti difensori ed è costretto a ripiegare per cui non riesce a rendersi utile né ai difensori di Sommocolonia né a quelli del monte Vano.
Ore 11.55.Il Plotone della3^/IV/Hoch che ha combattuto nell'abitato di Sommocolonia scende al ponte di Cognana e taglia la via di ritirata ai rimanenti difensori che via radio hanno ricevuto l'ordine di sganciarsi, cercare di nascondersi nelle case e nelle capanne abbandonate, per poi tentare di rientrare durante la notte entro le linee alleate. Solamente un ufficiale e 16 uomini riusciranno nell'intento.
Ore 12.15. Il Comando della 92^ Div. si rende ora conto che la situazione più pericolosa è quella che si è creata nella zona antistante Barga e sul lato destro. Ordina perciò che la Compagnia F/2°/370°, che era stata trasferita nel sottosettore ovest per realizzare una linea difensiva a sud della Turrite, rientri sul lato est e raggiunga la zona del monte Vano. Anche il 2°/366° riceve l'ordine di trasferire altri reparti sul monte Vano dove il IV Hoch continua ad avanzare.
Ore 14.55. Il Comando del 370°Combat Team dispone che il Plotone di carri Shermann si schieri a cavallo della strada che collega Loppia a Fornaci di Barga al fine di costituire una linea di protezione per la difesa di questo abitato, dove ha sede il proprio Comando. Questo Plotone di carri rappresenta l'ultima riserva disponibile al momento.
Ore 15.00. L'attacco contro le posizioni del 2°/366° intorno a Barga si intensifica con l'appoggio di pesanti concentramenti di fuoco dell'artiglieria. La compagnia G/2°/366 colpita dall'accurato fuoco delle Batterie e attaccato da piccole unità che cercano di infiltrarsi, si disorganizza, perde i collegamenti e inizia a ritirarsi disordinatamente lasciando aperto un varco che si estende dalla sponda del Serchio fino al ponte di Catagnana. I genieri americani della A/371° cercano di fare saltare alcuni ponti nella zona di Barga, già in precedenza prudenzialmente minati, senza però riuscirvi. Piccole unità italiane e tedesche si infiltrano nella breccia e proseguono verso sud, senza più incontrare apprezzabile resistenza. Il timore di rimanere accerchiati provoca il panico anche negli altri reparti del 2°/366° che iniziano a ritirarsi caoticamente abbandonando l'armamento, utilizzando qualsiasi mezzo motorizzato. Il Gen. Crittenberger comandante il 4° C.d.A. U.S.A. e il suo Capo di Stato Maggiore, fortemente preoccupati, raggiungono il Col. Shermann al suo posto di comando ancora a Fornaci di Barga. Prendono, visione e approvano il piano difensivo che lo stesso ha fatto preparare e annunciano che due brigate della 8^ Div. indiana avrebbe stabilito una nuova linea difensiva poco a nord di Bagni di Lucca.
Il Comando del 370° Rgt. nella certezza che le unità della 8^ Div. Indiana fossero prontamente disponibili, chiede che un battaglione della 19^ venga inviato a prendere posizione sul lato destro dello schieramento lasciato scoperto dalla ritirata della 92^ Reconnaissance Troop, al fine di tentare di bloccare la manovra aggirante che il Mittenwald sta attuando sul lato est. Invia inoltre una colonna di camion a Marlia per caricare una parte del Battaglione della 19^ Brg. Il Quartier Generale della 92^ Div. informa allora il Comando del 370° Combat Team, che il Batttaglione della 19^ brigata sarà disponibile solamente a partire dalle ore 15.50.
Il Ten. Rhodes del 370° Combat Team si reca sul punto di incontro stabilito e si rende conto che il Battaglione non è ancora arrivato. Quando successivamente riesce a prendere contatto si sente dire dal comandante che il proprio reparto è operativamente dipendente dal Comando della 19^ Brg. e solamente da questo riceve ordini. Si scatena allora la ricerca del Comandante inglese della 19^ Brg. che appena rintracciato dichiara che il piano proposto potrebbe far fallire l'intero schema difensivo progettato e rifiuta di far intervenire il Battaglione prima di aver parlato con il Comandante del 4° C.d.A. U.S.A. Nel corso del successivo colloquio viene raggiunto un compromesso. Il battaglione rimane sotto il Comando della Brigata, ma accetta la richiesta del 4° C.d.A. di schierarlo a protezione del fianco destro del settore; precisa però che non sarà possibile farlo arrivare nel posto designato prima di mezzanotte.
Mentre si verificano queste snervanti incomprensioni, gli ultimi superstiti della guarnigione di Sommocolonia cercano di sgusciare attraverso i reparti nemici per cercare di raggiungere i propri che continuano a fuggire con tutti i mezzi come se fossero tallonati dal diavolo. Anche i reparti del 370° Rgt. dislocati nel settore ovest si stanno ritirando attraverso le impervie montagne in maniera non proprio ordinata. Una Compagnia della 21^ Brg. riceve l'ordine di schierarsi nella zona denominata Il Colle e di cercare di collegarsi sul lato destro con qualche reparto ancora efficiente della 92^ Reconnaissance Troop, e sul lato sinistro con il 2°/366°.
Ore 18.00. Il Comando del 370° Combat Team viene informato che il Btg. Brescia ha forzato le difese su ambedue i lati del Serchio, ha conquistato Gallicano e sta avanzando in direzione di Fornaci di Barga. Tutto il personale della guarnigione di Fornaci viene piazzato in posizione difensiva e mediante camion viene iniziato il trasferimento in direzione sud dei materiali giacenti nei magazzini. Il Plotone carri della Compagnia B/760^, la Compagnia F/370^ e la Batteria C del 598° Btg. di artiglieria ricevono l'ordine di ritirarsi a sud di Fornaci per tentare di realizzare una nuova linea difensiva su posizioni arretrate. Il sopraggiungere della completa oscurità arresta l'avanzata dei reparti attaccanti che si preparano a trascorrere la notte attuando uno schieramento prudenzialmente difensivo. La notte è movimentata.
Il Comando del 370° Combat Team retrocede da Fornaci di Barga a Osteria. Contemporaneamente gli ufficiali delle unità del 366° e del 370° Rgt. cercano affannosamente di rimettere insieme e riorganizzare le loro malconce unità che stanno ripiegando disordinatamente. La linea difensiva si sviluppa approssimativamente da Coreglia a Barga e da Barga alla periferia di Fornaci.

Sottosettore ovest.
Ore 04.00. Unità del Btg. San Marco precedute da un tambureggiante fuoco delle Batterie dei Gruppi Bergamo e Mantova attaccano Promiana quota 562 difesa dalla compagni A/370°.
Ore 05.00. Promiana è espugnata. La Compagnia A si ritira in direzione di Molazzana, verso la quale si dirigono i reparti della San Marco unitamente al 1°/285°.
Ore 06.50.inizia l'attacco a Molazzana con il consistente appoggio dell'artiglieria. Le Compagnie A e B del 370° combattono bene e resistono accanitamente. Contemporaneamente la Compagnia reggimentale del 1° Alpini inizia l'attacco al presidio di Brucciano che usufruisce dell'appoggio del Plotone che staziona sul vicino monte Faeto.
Ore 07.00. Il gruppo esplorante della Monterosa, dopo aver eliminato un campo minato, attacca il paese di Colomini quota 602 difeso dalla Compagnia G del 2°/370°. Dopo duri combattimenti una sua pattuglia riesce a infiltrarsi nell'abitato e ad occupare, sul versante est del paese, la chiesa e il campanile dove sono piazzate mitragliatrici e mortai che cattura. A questo punto il Comando del Gruppo esplorante riceve l'ordine di rallentare l'attacco e di far mettere i reparti in copertura al fine di regolare l'avanzata in funzione dei progressi della 3^ colonna, che sta effettuando la manovra aggirante.
Ore 08.00.Avuto il benestare dal Comando del 1° Alpini, il Gruppo esplorante riprende l'attacco e rapidamente conquista l'abitato di Colomini. L'intensa attività offensiva che si sta sviluppando nel sottosettore ovest fa ritenere al Comando del 370° Combat Team che il maggior sforzo offensivo si stia attualmente sviluppando sul lato ovest e pertanto ordina alla Compagnia F/370° di rientrare nel settore ovest per rinforzare i reparti che si trovano sotto attacco. Viene così alleggerita la situazione nel settore est dove il gruppo da combattimento Mittenwald sta progressivamente avanzando.
Ore 10.45. Il Col. Shermann comandante del 1°/370°, ritenendo erroneamente migliorata la situazione nel sottosettore ovest a seguito del deliberato rallentamento dell'attacco del Gruppo esplorante della Monterosa, ordina alla compagnia F/370° di ritornare ancora una volta nel sottosettore est e di aggregarsi al 2°/366° che si trova in situazione insostenibile sul monte Vano. La località verrà raggiunta da questa Compagnia solamente alle ore 14.00.
Il Gruppo esplorante conquistato Calomini si dirige verso l'abitato di Vergemoli quota 619, mentre la compagnia reggimentale del 1° Alpini riprende l'attacco a Brucciano. La Compagnia A/370° attaccata frontalmente e dai lati, per non rimanere accerchiata, è costretta a ritirarsi rapidamente e la Compagnia reggimentale occupa il paese. L'abitato di Vergemoli è protetto da un vasto campo minato e l'unità alleata che lo presidia usufruisce dell'appoggio diretto della Compagnia C del 598° Btg. che spara a fuoco accelerato da breve distanza per cui è in grado di resistere. Nella considerazione che l'avanzata degli altri reparti procede celermente, il Comando del 1° Alpini ordina al Comando del gruppo esplorante di sospendere l'attacco risolutivo che avrebbe provocato notevoli perdite, di lasciare sul posto uno squadrone con il compito di tenere impegnati i difensori e di procedere con altri due squadroni in direzione della Turrite di Gallicano per poi attaccare Fornovolasco e presidiarlo per impedire l'afflusso di rinforzi che potrebbero arrivare dalla Versilia passando da Stazzema e Foce de Le Rocchette. Una pattuglia riesce ad infiltrarsi inavvertita nell'abitato di Vergemoli ed a distruggere a colpi di panzer-faust l'edificio ed il Comando americano che vi era installato.
Ore 15.00. Il Btg. Brescia, dopo aver travolto le posizioni alleate nella zona Le Casette e Castelletto tenute dalla Compagnia E/370°, sta avanzando rapidamente in direzione di Gallicano. La pressione dei reparti attaccanti sta aumentando in tutto il settore; infiltrazioni di pattuglie si stanno verificando da tutte le parti e segni di cedimento si stanno manifestando fra i difensori. Temendo il peggio il Col. Shermann chiede al Comando della 92^ Div. l'invio urgente di rinforzi per il settore ovest. La richiesta non viene accolta perché anche nel sottosettore est la situazione è critica. Il Col. Shermann viene allora nella determinazione di dare l'ordine di ripiegamento a tutte le unità schierate nel sottosettore ovest che dovranno attraversare la Turrite di Gallicano e prendere posizione sullo scosceso versante sud della stessa, nelle postazioni in precedenza parzialmente predisposte. Al termine della giornata la situazione è la seguente.

Sottosettore est. Linea provvisoria.
Lato sud di Coreglia Antelminelli, lato sud di Tiglio, lato nord di Barga, lato nord della costa di Rampugnana. 

Settore ovest. Linea provvisoria.
Lato sud di Gallicano, lato nord della Turrite, lato nord di Fornovolasco.

Giorno 27 dicembre. Secondo giorno di combattimenti

Sottosettore est.
Durante tutta la notte trascorsa il Comando della 92^ Div. non ha cessato per un istante di tentare di prendere contatto con i propri reparti in ritirata, senza ottenere apprezzabili risultati. Nelle prime ore del mattino il IV Hoch è
entrato in Barga ormai abbandonata dai difensori ed ha iniziato il rastrellamento dell'abitato.
Ore 07.00. Il Q.G. della 92^ si rende conto di aver fatto eccessivamente arretrare il Plotone carri Shermann della B/760° ed emana l'ordine di farli rientrare nelle posizioni in precedenza abbandonate.
Ore 09.30. Il Plotone carri della B/760° comunica che nella zona di Seggio sono stati notati movimenti di truppe tedesche. Dopo pochi minuti il 2°/366 comunica che la propria Compagnia G sta arretrando di propria iniziativa in direzione di Pedona.
ORE 10.40. Un gruppo di ufficiali di collegamento dell'aviazione americana arriva al posto di comando del 370° Combat Team per prendere accordi sugli interventi che l'aviazione dovrà effettuare per cercare di tamponare la disastrosa situazione in cui si trovano le truppe di terra.
Ore 10.40. La pressione esercitata dal IV Hoch in direzione di Pedona si sta accentuando e il 2°/366° è costretto ad arretrare ulteriormente. Conseguentemente il Col.Phelan del 370° Rgt. è costretto ad ordinare la ririrata a tutti i reparti schierati a sud della Turrite nel sottosettore ovest per tentare di realizzare una nuova linea difensiva a sud di Pedona utilizzando anche questi reparti. E' da tenere presente che nel sottosettore ovest, a sud di Turrite, le montagne molto scoscese permettono solo il passaggio di pattuglie. Nel contempo all'estremo lato est reparti del Mittenwald che indossano tute bianche da combattimento occupano Tiglio Alto e Tiglio Basso. Unità del 2°/370° meno la Compagnia F, unitamente a una Compagnia della 19^ Brigata indiana, tentano un contrattacco. L'operazione fallisce e il Mittenwald riprende ad avanzare in direzione di Coreglia.
Ore 13.00.Il Q.G. della 92^ Div. ordina che il Gen. inglese Russel, comandante della 6^ Div. indiana, assuma il comando e la responsabilità dell'intero settore della valle del Serchio e che tutto quanto rimane della 92^ divisione arretri ulteriormente per tentare di realizzare una nuova linea difensiva ancora più a sud.
Ore 15.30. La situazione dei reparti alleati ormai in totale disordinata rotta è sempre più precaria e di conseguenza il Gen. Russel si trova costretto a ordinare a tutte le unità della 92^ di ritirarsi ulteriormente fino a sud di Calavorno, ossia alle porte di Lucca, movimento che deve essere completato entro il giorno 28.
Ore 24.00. La situazione al termine della giornata è la seguente.

Sottosettore est.
Le unità attaccanti si sono fermate nella fascia di terreno che si estende fra il torrente Ania e il torrente Sagone. Pattuglie esploranti si stanno spingendo ancora più a sud.

Sottosettore ovest 
Raggiunta lungo tutto il settore la Turrita di Gallicano, i reparti si sono fermati mentre pattuglie di tutte le unità hanno proseguito in direzione sud. Le pattuglie del Gruppo esplorante si dirigono in direzione del monte Albano quota 928 e del monte Palodina quota 1.171. Quelle del 1°/285° in direzione del colle Tigliora e quelle del II/6° San Marco in direzione di Bolognana. Nessuna pattuglia incontra resistenza organizzata.

Giorno 28 dicembre. Terzo giorno di combattimenti

Appena fa giorno l'aviazione alleata inizia a bombardare e a mitragliare con un gran numero di aerei tutti i possibili obiettivi e costringe i reparti a muoversi con grande attenzione. Vengono bombardate Sommocolonia, Barga e Vergemoli. La colonna leggera trasporti della Monterosa, tutti i reparti rimasti a presidiare le posizioni di partenza e le Batterie di artiglieria che dispongono di salmerie stanno effettuando già dal giorno precedente la selezione e il trasporto entro le linee italo-tedesche di tutti i materiali di preda bellica e gli armamenti che possono trasportare mentre i pionieri stanno facendo saltare e distruggono buona parte del rimanente. Incendi e alte colonne di fumo si notano in tutta la valle: i guastatori sono al lavoro.
All'imbrunire tutti i reparti attaccanti ricevono l'ordine di ripiegamento da effettuare durante le ore notturne ordinatamente e celermente secondo le modalità rese note. La protezione del ripiegamento verrà fornita dai reparti di sicurezza che a loro volta dovranno iniziare i movimenti di disimpegno a partire dalle ore 12.00 del successivo giorno 29. Le Batterie di artiglieria si tengono pronte ad intervenire con tiri di sbarramento a difesa dei reparti che stanno arretrando benché, per il momento, non siano state segnalate azioni di disturbo da parte dei reparti alleati. Nella tarda serata una pattuglia di sicurezza del I/6° San Marco avvista nel greto del Serchio, in località Caronne, un piccolo reparto della 8^ Divisione indiana in perlustrazione con la protezione di due carri leggeri. Nel breve scontro la pattuglia del San Marco distrugge i due carri a colpi di panzer-faust. Il combattimento si conclude rapidamente perché l'unità indiana rompe il contatto e si ritira.

Giorno 29 dicembre. Quarto giorno di combattimenti. 

Alla sera l'operazione Winterwitter è conclusa. Anche i reparti di sicurezza sono rientrati entro le linee senza difficoltà. Al termine delle operazioni è possibile riepilogare e stabilire la profondità della penetrazione effettuata nelle retrovie alleate.
3^ colonna.
Dopo aver occupato Pedona e Osteria è arrivata a Lucignana; pattuglie esploranti si sono spinte sulle colline fra rio Dezza e rio Suricchiana e hanno raggiunto Calavorno; durante la notte sono arrivate fino alla periferia di Bagni di Lucca, accertando praticamente che tutte le unità della 92^ div. si sono ritirate oltre questo abitato.
La 8^ Div. indiana e Unità di riserva si sono attestate e hanno creato uno sbarramento difensivo nella strettoia a cavallo della S.S. n. 445 fra Monti di Villa e Gioviano lungo il quale hanno lasciato dei varchi attraverso i quali sono defluiti i reparti in rotta della 92^ che operavano in Garfagnana.
2^ colonna.
Ha occupato e oltrepassato Fornaci di Barga, Piani di Coreglia e Ghivizzano.
1^ colonna.
Ha conquistato tutte le posizioni nemiche dislocate a nord della Turrite di Gallicano e le pattuglie hanno raggiunto:
Btg. Brescia: Calavorno.
Btg. San Marco: Bolognana.
I/285°. Colle Tigliora.
Compagnia reggimentale: base monte Palodina e base monte Gragno.
Gruppo esplorante: Montalbano e Castagnola.

Giorno 30 dicembre.

Tutti i reparti hanno completato il rientro nelle proprie linee compresi quelli di sicurezza; carichi di armi di preda bellica, stanchi ma con il morale alle stelle. Sono coscienti di aver dato una lezione a una unità dell'esercito più forte del mondo, pur in condizioni di evidente inferiorità.
Subito viene iniziata la sistemazione e il consolidamento delle nuove posizioni che sono le seguenti, abitati compresi.

Sottosettore est.
Castelvecchio Pascoli, Albiano, Barga, Sommocolonia, quota 906, Lama, Monte della Stella. Però, già prima del rientro degli alleati, le posizioni di Castelvecchio Pascoli, Barga e Albiano vengono riconosciute troppo onerosamente difendibili per cuyi vengono abbandonate e la linea ripristinata nelle vecchie posizioni, con la sola modifica del possesso di Sommocolonia e del Monte della Stella.

Sottosettore ovest.
Pania Secca, lato nord dalla Turrite di Gallicano con avamposti a Vergemoli, Colomini, Brucciano, monte Faeto, quota 437, Case Termini, quota 352, Casa Broglio.
Occultati nella terra di nessuno o addirittura entro le linee avversarie vengono istituiti osservatori di artiglieria collegati con i rispettivi Comandi, allo scopo di osservare dalla più breve distanza possibile dagli obiettivi la precisione dei tiri dell'artiglieria ed effettuare la correzione dei parametri di tiro per migliorarne al massimo l'efficacia ed osservare e segnalare i movimenti delle truppe nemiche e l'andamento dei combattimenti.

Cap. 15 - Rioccupazione dei territori abbandonati dalle formazioni attaccanti italo-tedesche al termine dell'operazione Wintergewitter. (pag.111).

Probabilmente temendo erroneamente che le formazioni italo-tedesche avrebbero tenacemente difeso i territori occupati, il Comando alleato ha spinto in avanti i reparti indiani della 8^ Divisione, che si sono successivamente trattenuti nella zona fino al 10 gennaio, quando ormai tutto il territorio rioccupato era stato setacciato e ripulito almeno parzialmente dalle mine deposte dalle formazioni italo-tedesche. Nel periodo non si sono verificati scontri con le truppe indiane. Hanno effettuato la rioccupazione le seguenti unità:

Sottosettore est.
- 3/15° Punjab nella zona di Barga e monte Vano.
- 3/8° Punjab nella zona di Coreglia, Loppia e Seggio.
- 1/5° Mahratta e 5/13° Frontier Force Rifles, nella zona fra Osteria e Fornaci di Barga.

Sottosettore ovest.
- 370° Rgt. della 92^ nella zona a sud della Turrite di Gallicano.
- Argyle and Sutherland Highlanders nella zona di S. Romano e Botri.

Offensiva aerea alleata.
A partire dalle ore 12.40 del giorno 27 l'aviazione militare alleata ed in particolare la XII formazione aerea tattica dell'U.S.A.F. unitamente a reparti aerei inglesi, sudafricani e brasiliani inizia una forsennata offensiva aerea che investe tutta la valle del Serchio fino ad Aulla. Fonti alleate parlano di circa 1.000 voli giornalieri. Si tratta di un'offensiva militarmente inutile, rozza e vendicativa che colpisce soprattutto la popolazione civile già estremamente martoriata. Tutte le strade, i sentieri, le abitazioni e qualsiasi cosa possa avere la parvenza di un obiettivo civile e militare viene bombardato e mitragliato. Le distruzioni sono enormi; le perdite dei civili elevate. Anche la zona ospedaliera civile e militare di Camporgiano, benché vistosamente segnalata, viene bombardata causando molti morti e feriti fra i ricoverati italiani, tedeschi, alleati e civili, tanto che dovrà essere evacuata e gli ospedali trasferiti a Nicciano sotto continui bombardamenti. Anche alcune ambulanze vengono mitragliate e distrutte. Gli alleati non hanno saputo perdere e si vendicano nella maniera per loro meno rischiosa: con l'aviazione. Risultato: 53 morti nella zona ospedaliera di Camporgiano e 22 in quella di Nicciano fra militari di varie nazionalità e civili. L'aviazione alleata inizia l'impiego di bombe a scoppio ritardato oltremodo pericolose per i civili. Quattro aerei alleati vengono abbattuti dalla contraerea.

Risultati dell'operazione
- Rettifiche alla vecchia linea di resistenza soprattutto nel sottosettore ovest, che migliorano notevolmente le possibilità di difesa.
- Cattura di oltre duecento prigionieri.
- Cattura di un numero ingente di armi portatili, di 4 cannoni anticarro da 57 mm, di 115 mitragliatrici da 12,7 mm, mortai da 60 e 81 mm, materiale telefonico, apparecchi radio, bazooka, munizioni in grande quantità, mine antiuomo, razzi da segnalazione, viveri, vestiario e generi di conforto.
- Distruzione di armamenti pesanti e relative munizioni non trasportabili.
- Scompaginamento della 92^ Divisione che successivamente verrà praticamente ricostituita e riequipaggiata.
- Ingenti trasferimenti di truppe e mezzi da altri settori che costringono gli alleati a ritardare di quattro mesi l'inizio dell'offensiva finale.
- Deciso miglioramento del morale dei soldati italiani e tedeschi che acquisiscono una maggiore intraprendenza offensiva.

Osservazioni
L'operazione Wintergewitter è stata pianificata e condotta in maniera esemplare. Le forze attaccanti totalmente prive di mezzi corazzati, blindati e di aviazione sono riuscite a ottenere realisticamente il massimo risultato ottenibile utilizzando esclusivamente il coraggio dei propri uomini. I risultati sono stati superiori alle aspettative grazie anche alla decisione del comandante del Btg: Mittenwald di allargare la profondità dell'azione di accerchiamento per cui l'avanzata non si è limitata a raggiungere le località di Fornaci di Barga e Coreglia, ma è progredita fino alla periferia di Bagni di Lucca. L'attacco che segue quello di ben più vasta portata sferrato nelle Ardenne, costituisce l'unica azione offensiva effettuata sul fronte italiano successivamente allo sbarco alleato di Anzio.
Va dato atto ai generali Carloni e Fretter-Pico di aver realisticamente limitato l'azione a quanto le forze in campo permettevano, opponendosi fermamente alle insistenze dei politici di proseguirle ulteriormente verso obiettivi utopistici. Il Quartier Generale alleato e gli esperti militari hanno insistentemente cercato di attribuire la responsabilità della sconfitta delle forze armate americane al comportamento degli ufficiali e dei soldati di colore della 92^ divisione di fanteria, come in precedenza avevano criticato il comportamento del Corpo di spedizione brasiliano.
Coloro che hanno partecipato all'azione sono propensi ad attribuire la responsabilità della disfatta non solamente al comportamento di alcuni reparti della 92^ div. ma anche al comportamento dei Comandi alleati che, pur avvisati tempestivamente da informatori, partigiani, parroci e altre fonti, hanno creduto alla utopia che l'operazione Wintergewitter costituisse solo un'azione diversiva tendente a coprire un attacco in forze nella zona costiera della Versilia da parte di ipotetiche divisioni corazzate tedesche.
Per questa ragione hanno fatto affluire da altri settori, indebolendoli, numerose potenti unità da combattimento e le hanno fatte posizionare fra Lucca e Viareggio, ossia troppo lontane dalla valle del Serchio, per cui è mancato loro il tempo di intervenire e contrastare la fulminea avanzata e l'altrettanto rapido rientro nelle linee, che i Comandi italiano e tedesco nel pianificare l'azione avevano accuratamente valutato in circa 84 ore. Hanno talmente creduto alla loro ipotesi che fino al giorno 23 hanno fatto mantenere alla 92^ Div., lo schieramento offensivo. Da considerare inoltre i contrasti insorti fra il Comandante della 8^ Div. indiana e il comando della 92^ Div. che hanno causato notevoli ritardi negli interventi necessari per sostenere le unità della 92^ che sulle montagne stavano ripiegando in completo disordine, tallonate dalle pattuglie degli attaccanti. I poveri soldati di colore del 2°/366° che presidiavano la costa di Rampugnana, intontiti dai pesanti bombardamenti dell'artiglieria italo-tedesca, con il cranio imbottito dagli slogan della propaganda alleata che insisteva nell'asserire che fascisti e nazisti seviziavano e uccidevano i prigionieri di colore, frontalmente attaccati, non appena hanno avuto sentore del pericolo di rimanere accerchiati e quindi di essere catturati, hanno perso la testa e hanno cominciato a scappare con tutti i mezzi disponibili abbandonando tutto per cercare disperatamente di mettersi in salvo.
La loro fuga disordinata è diventata tragedia quando sono caduti anche a Barga sotto il fuoco dei cannoni anticarro da 57 mm che il IV Hoch aveva catturato intatti e funzionanti con le relative munizioni. Questi cannoni, rivolti subito contro il nemico sparando da posizioni elevate in piena visibilità e da non grande distanza, hanno provocato effetti disastrosi, come successivamente scriverà il Col. Goodman nel suo libro A fragment of victory in Italy. L'operazione Wintergewitter ha ancora una volta dimostrato che le forze armate americane dispongono di una potenza difficilmente immaginabile per l'enorme superiorità di mezzi, l'organizzazione logistica, la mobilità, la possibilità di impiegare truppe ben addestrate e adeguatamente riposate, la disponibilità di un'aviazione e di una marina formidabili. Sono deboli quando si trovano di fronte a improvvise difficoltà che non permettono loro di operare secondo gli abituali schemi perché i loro ufficiali, e particolarmente quelli della 92^ Div., sono stati addestrati e abituati a comportarsi secondo la concezione della Befehlstaktik e pertanto non sono in grado di disporre in autonomia e di improvvisare variazioni ai piani prestabiliti, secondo le condizioni del momento.
I soldati di colore della 92^ Div. Buffalo tanto criticati dal loro Comando di Divisione non vanno demonizzati come nullità dal punto di vista militare. Bisogna considerare che molti di loro erano analfabeti e provenendo dall'estremo sud degli Stati Uniti, da famiglie poverissime, avevano un livello culturale bassissimo e non in grado di recepire il concetto di patria e di dovere verso la stessa. Trattati con sufficienza e disprezzo dai loro Comandi e dai loro camerati bianchi, impiegati sistematicamente in pesanti pattugliamenti e in attacchi ripetitivi contro agguerrite difese, spesso mal comandati, terrorizzati dal timore di cadere prigionieri perché seviziati e uccisi, colpiti in varie occasioni per errori plateali o volontariamente dalla loro artiglieria e aviazione, operando in territori e con condizioni climatiche tanto diverse da quelle dove vivevano, hanno fatto quanto potevano. In alcuni casi come per la difesa di Sommocolonia, hanno obbedito all'ordine di resistenza a oltranza, subendo perdite proporzionalmente altissime. Per coloro che hanno combattuto contro di loro, sono stati avversari da rispettare e come tali rispettati quando sono stati presi prigionieri.

16. - Comunicazioni alla stampa effettuate dal Quartier Generale del 15° Gruppo di armate alleate, riguardanti l'azione Wintergewitter. (pag. 115)

Giorni 27-28 dicembre 1944. Notiziario.
Truppe italo-tedesche hanno sferrato nel settore della valle del Serchio, in Garfagnana, un attacco di una certa entità che ha costretto gli avamposti della 5^ Armata a ritirarsi su postazioni predisposte.

Giorni 28-29 dicembre 1944. Notiziario.
Aspri combattimenti proseguono dopo lo scardinamento del sistema difensivo della 92^ divisione nord-Americana.

Giorni 29-30 dicembre 1944. Notiziario.
Truppe italo-germaniche continuano a sferrare attacchi contro le posizioni della 92^ Divisione Americana. attacchi che, aumentati di intensità, hanno costretto le truppe alleate a evacuare Barga, situata a pochi chilometri a nord-est di Gallicano. Il tratto di penetrazione ha un'ampiezza di dieci chilometri. 
Corrispondenza dell'inviato dell'Agenzia Reuter presso il Quartier Generale del 15° Gruppo di Armate alleate, Hawkins.
L'avanzata italo-germanica è stata coordinata con una forte attività nel settore centrale dell'Appennino gelato. Si ammette ora ufficialmente che il ripiegamento delle truppe alleate è stato inevitabile e l'abbandono del terreno intono a Barga è dovuto all'azione decisa degli attaccanti appoggiati dall'artiglieria.

………




Giorno 14 febbraio 1944. (pag. 159).
Si riuniscono a Viareggio:
il Gen. Marshall Capo degli Stati Maggiori riuniti dell'esercito U.S.A.;
il Gen. Clark Comandante del 15° gruppo di Armate;
il Magg. Gen. Gruenther Capo di Stato Maggiore del 15° Gruppo di armate;
il Gen. Truscott Comandante della 5^ Armata;
il Ten. Gen. Crittenberger Comandante del 4° C.d.A.;
il Magg. Gen. Almond Comandante della 92^ Div.;
il Ten. Gen. Mac Narney Comandante delle forze Americane nel settore del Mediterraneo.
Oggetto principale della riunione è la riorganizzazione della 92^ Div. per metterla in grado di assolvere i compiti che le verranno assegnati durante la prossima offensiva finale.
Vagliate varie proposte vengono prese le seguenti decisioni:
- 473°Rgt. verrà integrato nella 92^ pur rimanendo, per il momento, impiegato nella valle della Lima;
- 365° Rgt. cesserà di far parte della 92^ e verrà posto sotto il comando diretto del 4° C.d.A.;
- 371° Rgt. cesserà di far parte della 92^ e verrà posto sotto il comando diretto del 4° C.d.A.;
- 370° Rgt. resterà in organico alla 92^ previa radicale riorganizzazione;
- 442° Rgt. nippo-americano, proveniente dal fronte francese, entrerà a far parte della 92^ divisione;
- 366° Rgt. verrà utilizzato soprattutto per i servizi.
Il programma di riorganizzazione del 370° Rgt. prevede l'inizio del ciclo di riorganizzazione e addestramento, a partire dalla seconda metà del mese di febbraio con termine verso la metà del mese di marzo, e l'espulsione dal Reggimento di 63 ufficiali e 1.265 fra sottufficiali, graduati e soldati che verranno sostituiti da 71 ufficiali, e 1.359 fra sottufficiali, graduati e soldati. L'organico del Reggimento verrà così a risultare di 142 ufficiali e 2.800 fra sottufficiali, graduati e soldati. 
La nuova 92^ Divisione diverrà colore arcobaleno perché sarà formata da:
- 473° Rgt. fanteria: personale bianco
- 442° Rgt. fanteria. Personale nippo-americano
- 370° Rgt. fanteria: personale di colore, ufficiali bianchi
- 758° Btg. carri: personale di colore
- 760° Rgt. carri: personale bianco
- 679° Btg. cacciacarri semoventi: personale di colore
- 894° Btg. cacciacarri semoventi: personale bianco
- 597° Btg. artiglieria campale da 105 mm: personale di colore
- 598° Btg. artiglieria campale da 105 mm: personale bianco
- 599° Btg. artiglieria campale da 155 mm: personale bianco
- 600° Btg. artiglieria campale da 155 mm: personale di colore
- 317° Btg. genio da combattimento. personale misto
- 317° Btg: medico: personale misto
- 317° Signal Company: personale misto
- 792° Ordnance Company: personale misto
- 92^ Military Police platoon: personale misto
- 592° mule pack battalion: personale civile e militare italiano.


………


I brani sopra riportati sono stati tratti dal volume: "La guerra sulla Linea Gotica occidentale" di Cesare Fiaschi.
Casa editrice: LO SCARABEO - Via delle Belle Arti n°27/a - Bologna - telef. 051/229512