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In questo volume il Ten. Cesare Fiaschi , già appartenente al 1°
Rgt. di Artiglieria Alpina della Divisione Monterosa, oltre a raccontare la
storia di questa Grande Unità della R.S.I. si sofferma in maniera
particolareggiata e con rigorosa fedeltà storica a narrare gli eventi legati ai
combattimenti svoltisi, con la partecipazione di truppe italiane, sulle Alpi
Apuane, nelle Valli del Serchio, della Lima e in Lunigiana dall'ottobre 1944
fino alla fine di aprile 1945.
Dal libro, pubblicato dalla casa editrice "Lo Scarabeo" di Bologna,
proponiamo i capitoli riguardanti l'operazione WINTERGEWITTER.
Cap. 13 - Wintergewitter Aktion. Preparazione e
pianificazione dell'azione. (pag. 90)
Alla metà del mese di ottobre 1944, nell'effettuare il passaggio delle consegne
dei settori della Valle del Serchio e della Versilia, il Gen. Jost comandante
della 42^ Div. Jaeger, accennò al Gen. Carloni comandante della Div. Monterosa
e al Gen. Fretter-Pico comandante della 148^ ID. la possibilità, da verificare,
di effettuare un attacco di sorpresa nel settore della valle del Serchio e del
litorale della Versilia per riconquistare i porti di Viareggio e di Livorno,
importantissimi per l'afflusso dei rifornimenti alla 5^ Armata. All'operazione
avrebbero dovuto partecipare la 148^ Div, l'aliquota della Monterosa destinata
alla Garfagnana, la Div. Italia che si trovava ancora nel campo di
addestramento di Heuberg in Germania, ma che doveva rientrare, e altri reparti
tedeschi corazzati e da montagna facenti parte della riserva strategica della
14^ armata, dislocati sulla via Emilia. La proposta fu inoltrata al LI Corpo
d'Armata alpino. Successivamente il Gen. Carloni e il Gen. Fretter-Pico furono
convocati ad Albinea dal gen. Feuerstein Comandante del LI C.d.A., per valutare
la possibilità di attuazione del progetto e, in caso favorevole, per impostare
il piano di massima dell'azione offensiva.
Dagli studi condotti unitamente allo Stato Maggiore del Corpo d'armata alpino
tedesco risultò che il piano era troppo ambizioso e doveva essere
ridimensionato per l'indisponibilità di uomini e soprattutto di mezzi e del
carburante che sarebbero stati necessari. I gen. Carloni e Fretter-Pico furono
pertanto incaricati di formulare un piano ridotto, circoscritto alla sola valle
del Serchio, realisticamente effettuabile. Premessa fondamentale per la
riuscita dell'operazione, la sorpresa, l'accurata pianificazione, la
determinazione, la rapidità dell'esecuzione e pertanto l'attuazione
dell'avvertenza di non fermarsi davanti alle postazioni che resistono ma
mantenerle impegnate e proseguire verso il successivo obiettivo, per non
pregiudicare la sorpresa e la rapidità dell'azione. Alla fine del mese di
novembre il piano era pronto, approvato, ed era iniziata la preparazione
dell'offensiva. Era anche iniziata un'accorta campagna di disinformazione
tendente a trarre in inganno il Comando della 5^ Armata e il Comando della 92^
Div. facendo intravedere la possibilità di un attacco nel settore tirrenico con
contemporanei attacchi diversivi nella valle del Serchio da attuarsi verso la
metà del mese di dicembre. Il Q. G. della 5^ Armata che aveva pianificato la
riprese dell'offensiva generale su tutto il fronte a partire dalle ore 08.00
del giorno 25 dicembre, probabilmente fu portato a credere a questa ipotesi,
con inizio intorno alla data del 10 dicembre; però mantenne inalterata la data
del proprio programmato attacco. E' possibile che questa evidente incongruenza
derivi dal fatto che il Q.G. della 5^ Armata intendesse sfruttare, a favore
della riuscita del proprio attacco, il trasferimento in Versilia di parte delle
Divisioni tedesche mantenute di riserva lungo la via Emilia. Senonché anche il
giorno 10 dicembre trascorre senza che si verifichi alcun attacco da parte
italo-tedesca e presso il Q.G. della 5^ Armata si rafforza la tesi che
l'offensiva paventata sia del tutto improbabile. In tale ottica alle ore 12.00
del giorno 17 dicembre il Gen. Almond dal Q.G. della 92^ Div. dislocato a
Viareggio emana l'ordine di servizio n.4 così formulato:
La 5^ armata continua la preparazione della prevista offensiva. All'ora H del
D.Day il4° Corpo deve avanzare nella zona di propria competenza. La 9^ Div.,
escluso il 365° Combat Team deve attaccare nella valle del Serchio, mentre nel
settore di Massa il 365° C.T. dovrà esercitare una forte pressione sul nemico.
Improvvisamente e inaspettatamente però il Q.G. della 5^ Armata, nelle prime
ore del mattino, emana il seguente ordine:
Aggregare alla 92^ Div. il 337° Combat Team della 85^ Div. e il 135° Combat
Team della 34^ Div. di fanteria. Dotare di automezzi il 339° Gruppo da
combattimento della 85^ Div. per metterlo in grado di muoversi entro tre ore
dal ricevimento dell'ordine. Aggregare alla 92^ Div. il 760° Btg. di carri
medi. Aggregare al 4° C.d.A., due Compagnie di carri medi e il Comando del 775°
Btg.; mettere agli ordini operativi della 92^ Div. la 19^ e la 21^ Brig.
dell'8^ Div. Indiana dell'esercito britannico. Altre unità d'appoggio come da
allegato devono raggiungere l'area di raccolta ubicata nei pressi di Lucca.
Il Q.G. della 5^ Armata ordina che la 92^ Div. e i reparti aggregati passino
dalla dipendenza dal comando della 5^ Armata stessa agli ordini del 4° C.d.A.
comandato dal Gen. Crittenberger, che installerà il proprio posto di Comando a
Lucca.
Il giorno 23 dicembre alle ore 14.00 il Q.G. della 92^ Div. emana il seguente
ordine esclusivamente esplicativo dell'ordine di servizio n. 4: viene
confermato il precedente ordine n. 4. L'ora H è stata stabilita per le ore
08.00 e il D-Day per il 25 dicembre.
Discussione. Durante la riunione che ha preceduto l'emanazione dell'ordine, la
tesi che ha prevalso è stata la seguente:
Le unità in linea del nemico al momento non si dimostrano particolarmente
aggressive e inoltre disertori affermano di non aver mai sentito parlare di un
attacco.
Conclusione. Le conclusioni recepite al termine del rapporto sono le seguenti:
Il nemico può attaccare nella valle del Serchio con le truppe di cui dispone
attualmente in linea, in qualsiasi momento. L'attacco potrà,
prevedibilmente, essere eventualmente sferrato successivamente alla sera del
giorno 24 dicembre. Al momento non si dispone però di sufficienti indicazioni
che possono avvalorare tale possibilità.
I comandanti delle unità schierate in linea però non erano tranquilli e
continuavano ad affermare che molti segni premonitori avvaloravano la tesi di
un prossimo attacco.
Il Comando della 92^ Div. aveva ipotizzato la situazione in maniera molto più
realistica rispetto al Quartier Generale della 5^ Armata, pur disponendo
ovviamente di informazioni più limitate, perché aveva dato maggior credito.
Alle notizie captate ai civili e ricevute dai partigiani che ripetutamente
avevano segnalato movimenti di truppe, di artiglierie e un intensificato
afflusso di rifornimenti. Non avendo ovviamente potuto disattendere le
decisioni del Q.G. della 5^ Armata, il Comando della 92^ Div. aveva attuato gli
ordini di effettuare i preparativi offensivi, però aveva iniziato anche a
concretizzare cauti provvedimenti di carattere difensivo.
Il giorno 24 dicembre, di primo mattino, il Comando della 92^ dispone che due
unità di fanteria dislocate nella zona di Barga vadano a rinforzare i presidi
di Sommocolonia, Bebbio e Scarpello.
Nella serata il Comando del 370° Combat Team riceve l'ordine di sospendere
l'attacco che doveva iniziare alle ore 08.00 del giorno successivo, secondo
l'ordine n° 4.
Alle ore 16.00 il Q.G. della 92^ Div. emana un ordine operativo che dispone di
rinforzare, organizzare a difesa le posizioni occupate, e mantenerle a
qualsiasi costo; intensificare i pattugliamenti e rinforzare al massimo le
attuali posizioni difensive.
Il piano di attacco italo-tedesco approvato dal LI C.d.A., prevede che i
reparti attaccanti debbano essere suddivisi in tre colonne principali:
1^ colonna. Composta da aliquote del Gruppo esplorante Monterosa, dalla
compagnia Comando reggimentale del 1° Alpini, dal II/6° San Marco, dal Btg.
Alpini Brescia, dalla 1 Cmp. del Btg. Aosta, dal I/285°/148° e da un Plotone di
Pionieri della Div. Italia comandato dal Ten. Baldasserini.
2^ colonna. Composta da un'aliquota del Btg. Brescia e dal I/285/148 Div.
Tedesca.
3^ colonna. Composta dal IV Hoch (LI G.K.) rinforzato da un'aliquota del Btg.
Kesselring (AG.C.) e dal Btg: Hochgebirgsjaeger della scuola d'alta montagna di
Mittenwald (LI G.K.), rinforzato da unità del Btg. Kesselring. Riserve.
I/286/148 e due Compagnie del Btg. Pionieri della Div. Italia.
Scopo dell'azione
Strategico. Infliggere al nemico uno scacco di notevole portata
suscettibile di forte risonanza politica. Fornire motivi di sfruttamento
propagandistico del successo in quanto coinvolgente soprattutto truppe nemiche
di colore. Richiamare consistenti unità nemiche dal settore centrale alfine di
costringere il Comando alleato a rimandare la ripresa dell'offensiva generale
su tutto l'arco del fronte, programmata per il giorno 25dicembre 1944.
Tattico. Dare maggiore profondità alle attuali posizioni nel
sottosettore ovest del Serchio, troppo compresse rispetto al solco della
Turrite Secca. Scardinare l'organizzazione nemica delle artiglierie e dei
rifornimenti.
Modalità attuative dell'azione.
3^ colonna. Il Gruppo da combattimento del IV Hoch dovrà irrompere con azione
di sorpresa, senza iniziale appoggio dell'artiglieria sull'ala destra dello
schieramento alleato per conquistare Sommocolonia. Dovrà poi procedere verso il
monte Vano, che dovrà occupare; proseguire poi in direzione di Barga e
successivamente procedere verso Fornaci di Barga, effettuando una manovra di
aggiramento a raggio corto per prendere alle spalle le unità alleate che
difendono Barga e la costa di Rampugnana.
L'avanzata della 3^ colonna dovrà regolare i tempi dell'avanzata delle altre
due colonne che dovranno frontalmente impegnare gli antistanti reparti nemici,
mentre la 3^ colonna completerà la manovra di aggiramento.
Il Btg. Mittenwald dopo aver conquistato Montebono dovrà dirigersi in direzione
di Bebbio, Tiglio e Pedona effettuando una manovra di aggiramento a raggio più
ampio rispetto a quella del IV Hoch.
2^ colonna. Dovrà attaccare sull'allineamento, ponte di Campia, ponte di
Catagnana e investire frontalmente le difese di Barga e della costa di
Rampugnana, mentre il IV Hoch le investirà dal lato sud-est. Le unità del Btg.
Brescia dovranno procedere parallelamente al corso del fiume Serchio da ambedue
i lati e conquistare Gallicano.
Successivamente l'intera 2^ colonna dovrà proseguire in direzione di Fornaci di
Barga.
3^ colonna. Dovrà avanzare su più direttrici, occupare le posizioni nemiche nei
centri abitati di Promiana, Molazzana, Brucciano, Colomini e Vergemoli e
successivamente continuare ad avanzare fino a prendere possesso del versante
nord della Turrite di Gallicano. Dovrà poi spingere pattuglie fino alla base
del monte Palodina e a Fornovolasco per impedire possibili invii di rinforzi
alleati dalla Versilia.
Battaglione Intra. Dovrà effettuare pattugliamenti offensivi nella zona ad
ovest delle Alpi Apuane per tenere impegnati i reparti alleati che presidiano i
paesi di Levigliani, Terrinca, Basati e Azzano e assicurare il fianco destro
della direttrice dell'avanzata.
Reparti della 148^ Div. che presidiano il settore della Versilia. Dovranno
tenere impegnate le antistanti truppe alleate con azioni di pattuglie e il
fuoco dell'artiglieria.
Comandi. Comandante di tutte le forze in campo: Gen. Mario Carloni della Div.
Monterosa.
Comandante operativo: Gen. Fretter-Pico comandante della 148^ Div.
Tedesca.
Comandante dello schieramento di artiglieria italo-tedesca: Col. Luigi Grossi,
comandante del IV Rgt. art. Alpina della Monterosa.
Dipendenza strategica. LI.GK. Gen. Valentin Feuerstein.
Ordine operativo. Documento n. 383/1/2/3/4.
Cap. 14 - Azione Wintergewitter. (pag. 95)
Giorno 26 dicembre 1944
Ore 00.00. Scatta l'ora X. L'azione Wintregewitter ha inizio.
Ore 00.30. La 3^colonna d'attacco lascia le posizioni di partenza e in
silenzio, con la massima cautela inizia la marcia di avvicinamento, procedendo
con gli uomini distanziati uno dall'altro in direzione degli obiettivi che gli
sono stati assegnati. Nessun tiro di artiglieria nel settore fino a quando
l'attacco diverrà palese.
Il Gruppo da combattimento IV Hoch con aggregata un'aliquota del Btg.
Mitraglieri Kesselring era partito dalla zona dell'Abetone alle ore 17.00 del
giorno 23 e aveva marciato in direzione del passo delle Radici sul quale stava
infuriando una bufera di neve. Superato il passo aveva effettuato una sosta di
alcune ore all'aperto, poi era ripartito in direzione di Castiglione di
Garfagnana ove era arrivato verso le ore 16.00 e si era accantonato in locali
predisposti. Alle ore 23.00 del giorno 24 era ripartito, aveva superato la
periferia di Castelnuovo Garfagnana ed era arrivato nella zona di Fosciandora,
Crociale e Lupinaia, dove aveva preso alloggio entro case abbandonate.
Il giorno 25 aveva sostato stando rigorosamente in copertura e alle ore 21.00
era ripartito in direzione di Lama dove aveva oltrepassato la linea del fronte
dopodiché aveva sostato all'aperto su terreno innevato e con temperatura molto
rigida fino all'ora dell'inizio dell'attacco. Il Btg. Mittenwald era partito il
giorno 24 dalla zona del monte Romecchio, aveva pernottato ed era rimasto in
copertura entro case abbandonate nella zona di Ceserana. Nella tarda serata del
giorno 25 aveva superato la zona del fronte e aveva sostato all'aperto fino
alle ore 00.30 del giorno 26 quando aveva iniziato l'avvicinamento al paese di
Montebono.
All'inizio dell'attacco la situazione delle forze in campo nella valle del
Serchio era la seguente:
Schieramento italo-tedesco.
Sottosettore est.
Gruppo da combattimento IV Hoch: rinforzato da un'aliquota del Btg.
Mitraglieri Kesselring.
Battaglione Mittenwald rinforzato da un'aliquota del Btg. Kesselring.
Ambedue posizionate sul crinale di Lama.
I/285°/148^ a organico dimezzato posizionato sul crinale che da Lama degrada
fino al Ponte di Campia.
Sottosettore ovest.
Btg. Brescia del 2° Rgt. Alpini posizionato nella zona di Fiattone, Cascio e
Campo.
II/6° San Marco posizionato fra Cascio e Montaltissimo.
I/285°/148^ inserito fra il San Marco e il Gruppo esplorante.
Compagnia Comando reggimentale del 1° Alpini posizionato nella zona di Eglio.
Gruppo esplorante Monterosa con aggregato un Plotone del Btg: pionieri della
Div. Italia posizionato da Eglio al Grottorotondo.
Btg. Alpini Intra posizionato sulle Apuane.
Tutti i reparti di cui sopra hanno organico ridotto non avendo mai ricevuto
complementi e lasciato aliquote pari a circa il 20-30% della forza disponibile
a presidiare le posizioni di partenza.
Riserve di settore.
I e II/286°/148^ Btg. Div. Italia meno un Plotone e forse anche il II/285°/148^
posizionati fra Pieve di Fosciana e Castelnuovo Garfagnana.
Artiglierie:
Gruppo Bergamo della Div. Monterosa con tre Batterie da 75/13.
Gruppo Mantova della Div. Monterosa con tre Batterie da 105/22.
Due gruppi tedeschi da 10.5 del 1048°/148^Div.
Un Gruppo tedesco da 15.0 del 1048°/148^ e un Gruppo motorizzato del 51° Rgt.
tedesco. Compagnia cannoni da 75/9 del Gruppo esplorante.
101^ Cmp. cacciacarri con 2 P.A.K. da 75/46.
Batteria A.A. con 4 mitragliere da 20 mm della Monterosa.
Batteria A.A. tedesca da 8.8.
Batteria A.A. tedesca da 7.5.
Batteria A.A. quadrinata da 20 mm tedesca.
Schieramento alleato.
Sottosettore est.
Comando avanzato 92^ Div. in località Osteria.
Comando 370° Combat Team a Fornaci di Barga.
Comando 588° Btg. Artiglieria a Fornaci di Barga, con le Batterie piazzate
nella zona dei Piani di Coreglia, meno una dislocata nei pressi di Molazzana.
Comando 2°/366° a Barga.
Comando 2°/370° ai Piani di Coreglia.
Comando 92^ Roconnaissance Troop a Coreglia.
Compagnia G/366° con Plotoni dislocati tra il Ponte di Campia, Nebbianella,
Rampugnana, zona Parodi-Cardosi, Albiano.
Compagnia F/2°/366 con Plotoni dislocati nella zona di Ronchino, Ponte di
Catagnana, Catagnana, Sommocolonia.
Compagnia E/366° con Plotoni dislocati fra il Monte Vano, Piaggia Grande e
Molino Pistoia.
92° Reconnaissance Troop, con reparti suddivisi fra Montebono, Bobbio,
Scarpello e Pian Ceci.
Compagnia F/370°, ai Piani di Coreglia, come riserva di sottosettore.
Distaccamento 92^ Military Police, suddiviso nei posti di blocco che
controllano tutte le strade e sentieri.
Plotone carri Shermann della Compagnia B/760° dislocata a Pedona.
Plotone carri Shermann della Compagnia B/760° dislocato fra Barga e i Piani di
Gragno.
Batteria A del 600° Btg. con obici da 155 mm piazzata a Ghivizzano.
Compagnia cannoni del 370° dislocata a Loppia.
Compagnia cannoni del 366° dislocata a Loppia di Sotto.
Compagnia A del 317° Btg. Genio dislocata in località Osteria.
Sottosettore ovest
Comando 1°/370° a Gallicano.
Compagnia controcarro del 370°, dotata anche di armamento supplementare di
fanteria, con Plotoni dislocati a Vergemoli e Trassilico.
Compagnia G/2°/370° dislocata nella zona di Calomini.
Compagnia B/1°/370° dislocata nella zona di Molazzana.
Compagnia A/1°/370° con Plotoni distaccati a Brucciano, Promiana, Molazzana e
monte Faeto.
Compagnia C/370° con Plotoni distaccati sulla quota 442, Casa Casella e Casa
Rio, quota 437 e la zona Le Casette e Castelletto.
Compagnia E/2°/370° con Plotoni distaccati sui monti Palodina e Gragno.
Riserve di settore.
A partire dal giorno 26 dicembre, dislocate a cavallo fra Lucca e Viareggio:
8^ Divisione indiana dell'esercito britannico formata dalle brigate:
19^ di fanteria composta da:
1° Argyle and Sutherland Highlanders. Princess Louise's,
3/8 Punjab Regiment,
6/13 Frontier Force Rifles,
21^ di fanteria composta da:Royal West Kent (The Queens own Royal West Kent
Rewgiment),
1/5 Maharatta Light Infantry,
3/14 Punjab Regiment,
85^ Divisione U.S.A. composta dal: 337° e 338° Rgt. di fanteria e 329° Rgt. di
artiglieria da campagna.
Una Compagnia del 775° e una del 760° Btg. Carri armati.
Tre Battaglioni americani di artiglieria dei quali due dotati di obici da 155
mm e uno di cannoni da 155 mm.
1.125° Btg. di artiglieria semovente.
135° Gruppo da combattimento reggimentale della 34^ Div. U.S.A.
1^ Divisione corazzata U.S.A. (Gen. Pritchard).
Due reggimenti inglesi di artiglieria: 10° e 12° Royal Art. dotati di cannoni
da 55 inch. (140 mm). Reparti in preallarme di trasferimento:
6^ Divisione blindata sudafricana.
755° Btg. carri.
750° Btg. di artiglieria dotato di obici da 155 mm.
530° Btg. di artiglieria dotato di cannoni da 155 mm.
84° Btg. chimico (nebbiogeni).
Le direttive emanate dal Quartier Generale della 5^ Armata per il Comando del
1° C.d.A. sono di resistenza a oltranza sulle posizioni al momento occupate.
Andamento cronologico degli avvenimenti.
Sottosettore est
Ore 01.00. Il Comando del 4° C.d.A. della 5^ armata americana riceve da una
radiotrasmittente clandestina l'informazione, forse volutamente errata,
inviatagli dal Parroco di Perpoli, che il previsto attacco italo-tedesco avrà
inizio al mattino del 27.
Ore 02.00. La Compagnia F del 2°/370° riceve l'ordine di trasferirsi dai Piani
di Coreglia dove era dislocata come riserva, nel sottosettore ovest, per
preparare una linea difensiva lungo il lato sud della Turrite di Gallicano che,
sfruttando le asperità del terreno di montagna, si prolunghi fino all'abitato
di Verni.
Ore 02,50. L'unità della 92^ Reconnaissance Troop che presidia l'abitato di
Bebbio segnala al proprio comando rumori intermittenti di fuoco di armi
automatiche provenienti da nord -est.
Ore 02.55. Anche il 2°/366° segnala azioni di fuoco a nord-est di Sommocolonia.
Ore 03.00. Il rumore di spari à cessato.
Ore 03.00 La 3^ Cmp. del Kampfgruppe IV Hoch, composta da 41 uomini, che
procede in posizione di avanguardia unitamente agli osservatori di artiglieria,
dopo aver fatto saltare un non conosciuto, vasto, campo minato che aveva
provocato la perdita di alcuni uomini, attacca un avamposto di partigiani
posizionato a protezione del lato nord-est dell'abitato di Sommocolonia. I
mortai e l'artiglieria alleati aprono un intenso fuoco di sbarramento che, ben
diretto, costringe gli uomini della compagnia attaccante a distanziarsi
ulteriormente e ad avanzare con grande cautela, con l'obiettivo di conquistare
l'abitato di Sommocolonia. Il Comandante della 3^ Cmp., accertato che i tiri
dell'artiglieria avversaria sono diretti da un osservatorio installato sulla
sommità di una vecchia torre che si innalza nel centro del piccolo abitato e
domina il crinale, incarica un tiratore scelto di neutralizzarne il personale.
Muoiono il Ten. Fox, ufficiale preparato, efficiente e determinato e il suo
addetto alle trasmissioni, un caporale, ambedue in forza al 598° Btg. Field
Artillery della 92^ Div. L'ufficiale verrà, successivamente, decorato alla
memoria con la Distinguished Service Cross per aver chiesto al proprio comando
di dirigere il fuoco della Batteria sulla sua posizione al fine di poter dare
maggior efficacia ai tiri contro gli attaccanti che erano ormai arrivati a
brevissima distanza dalla torre sulla sommità della quale era posizionato il
suo osservatorio. Proseguendo l'attacco la 3^ Hoch costringe i partigiani
dell'avamposto, che pur combattono bene e hanno subito perdite, a ripiegare
entro l'abitato.
Ore 04.00. La 3^ Hoch guidata da soldati italiani che conoscono la zona attacca
l'abitato, contrastata anche dal fuoco dell'artiglieria americana che spara
granate a tempo intervallate con granate al fosforo che provocano focolai
d'incendio nella bassa vegetazione del bosco.
Un razzo colore rossoblù che nel buio della notte si alza nel cielo nel crinale
di Lama costituisce il segnale di inizio dell'avanzata anche da parte della 1^
e anche della 2^ colonna, che iniziano l'attacco agli obiettivi assegnati, ai
quali si erano silenziosamente avvicinati a partire dalle ore 00.00.
L'artiglieria di tutto il raggruppamento italo.tedesco che fino al momento non
era intervenuta, apre il fuoco simultaneamente contro gli obiettivi nemici,
controbattuta senza molta efficacia dall'artiglieria alleata.
Nell'abitato di Sommocolonia si sviluppano feroci combattimenti casa per casa.
Il ten. Jenkins della F/2°/366° chiede per radio al proprio Comando l'invio di
rinforzi ; gli viene inviato un Plotone della E/2°/366° che, mentre sta
percorrendo il sentiero di accesso al paese, subisce perdite perché inquadrato
dal fuoco incrociato dei mitraglieri del 3°Hoch. Nel frattempo il Gruppo da
combattimento Mittenwald che usufruisce come guide di militari italiani,
attacca e conquista il piccolo paese di Montebono difeso da unità della 92^
Reconnaissance Troop; successivamente il Comandante del gruppo da
combattimento, con felice intuizione, attuando la tattica Auftragstaktik divide
l'unità in due colonne delle quali una si dirige in direzione di Bebbio e
l'altra in direzione di Renaio e Scarpello. A seguito di questa decisione le
manovre aggiranti diventano tre. La prima a raggio ristretto sviluppata dal IV
Hoch ha l'obiettivo di chiudere la tenaglia nella zona di Pedona. La seconda a
raggio più ampio sviluppata da un'aliquota del Mittenwald ha l'obiettivo di
chiudere l'accerchiamento ai Piani di Coreglia e la terza attuata dalla seconda
aliquota del Mittenwald ancora più a sud ossia a Coreglia Antelminelli, per poi
spingere in avanti reparti esploranti fino a raggiungere quella linea di
resistenza che la 8^ Divisione indiana dell'esercito britannico sta iniziando a
predisporre sulla dorsale che da est a ovest collega Rio Fegana a Calavorno, in
prossimità di Bagni di Lucca.
Avamposti della 92^ Reconnaissance Troop posizionati a Bebbio individuano un
reparto tedesco composto da circa 50 uomini e una colonna di salmerie che con
muli sta portando rifornimenti al IV Hoch, nella zona di Sommocolonia e li
sottopongono a fuoco di artiglieria. La colonna colpita subisce la perdita di
alcuni quadrupedi. Il contingente di sinistra del Mittenwald attacca le
posizioni nemiche ubicate fra Renaio e Scarpello e quello di destra il presidio
di Bebbio.
Ore 06.00. Le aliquote della 92^ Reconnaissance Troop che presidiano Renaio e
Scarpello, sotto la pressione del Mittenwald sono costrette a ritirarsi
frettolosamente in direzione di Coreglio senza nemmeno avvisare il proprio
Comando. In conseguenza la 92^ Div. ignora che il fianco destro del proprio
schieramento è rimasto scoperto e che il gruppo da combattimento Mittenwald vi
sta penetrando i profondità.
Ore 09.30. Proseguono i sanguinosi combattimenti nell'interno dell'abitato di
Sommocolonia. Il IV Hoch ha lasciato nel paese un piccolo nucleo con il compito
di annientare gradualmente i difensori, mentre il grosso della colonna si
dirige verso il monte Vano sul quale gli alleati stanno realizzando un centro
di resistenza, nell'intento di costituire una nuova linea difensiva
sull'allineamento monte Vano-Barga. Anche nel tratto del fronte che dal ponte
di Campia arriva al ponte di Catagnana si sta sviluppando l'attacco; a cavallo
del Serchio da parte del Btg. Brescia in direzione di Gallicano, e da parte del
I/285° tedesco, lungo la costa di Rampugnana. L'attacco è appoggiato dal fuoco
a momenti molto intenso dell'artiglieria italo-tedesca.
Il comandante del 2°/366° americano ordina che un Plotone della propria
Compagnia E vada a rafforzare il presidio di Sommocolonia che sempre più
debolmente resiste, malgrado la pressione esercitata dai tedeschi sia molto
diminuita, e che l'altro Plotone sempre della Compagnia E vada a rinforzare la
Compagnia G che nel settore di Rampugnana-Cardosi sta vacillando sotto gli
attacchi del I/285°. Il Comando del 370° Rgt. annulla l'ordine e dispone che i
due Plotoni si rechino invece sul monte Vano dove la situazione si va facendo
sempre più difficile; senonché il Plotone della E quando ormai è arrivato in
prossimità di Sommocolonia viene preso sotto il fuoco delle mitragliatrici del
IV Hoch, subisce perdite, non riesce a entrare in contatto con i rimanenti
difensori ed è costretto a ripiegare per cui non riesce a rendersi utile né ai
difensori di Sommocolonia né a quelli del monte Vano.
Ore 11.55.Il Plotone della3^/IV/Hoch che ha combattuto nell'abitato di
Sommocolonia scende al ponte di Cognana e taglia la via di ritirata ai
rimanenti difensori che via radio hanno ricevuto l'ordine di sganciarsi,
cercare di nascondersi nelle case e nelle capanne abbandonate, per poi tentare
di rientrare durante la notte entro le linee alleate. Solamente un ufficiale e
16 uomini riusciranno nell'intento.
Ore 12.15. Il Comando della 92^ Div. si rende ora conto che la situazione più
pericolosa è quella che si è creata nella zona antistante Barga e sul lato
destro. Ordina perciò che la Compagnia F/2°/370°, che era stata trasferita nel
sottosettore ovest per realizzare una linea difensiva a sud della Turrite,
rientri sul lato est e raggiunga la zona del monte Vano. Anche il 2°/366°
riceve l'ordine di trasferire altri reparti sul monte Vano dove il IV Hoch
continua ad avanzare.
Ore 14.55. Il Comando del 370°Combat Team dispone che il Plotone di carri
Shermann si schieri a cavallo della strada che collega Loppia a Fornaci di
Barga al fine di costituire una linea di protezione per la difesa di questo
abitato, dove ha sede il proprio Comando. Questo Plotone di carri rappresenta
l'ultima riserva disponibile al momento.
Ore 15.00. L'attacco contro le posizioni del 2°/366° intorno a Barga si
intensifica con l'appoggio di pesanti concentramenti di fuoco dell'artiglieria.
La compagnia G/2°/366 colpita dall'accurato fuoco delle Batterie e attaccato da
piccole unità che cercano di infiltrarsi, si disorganizza, perde i collegamenti
e inizia a ritirarsi disordinatamente lasciando aperto un varco che si estende
dalla sponda del Serchio fino al ponte di Catagnana. I genieri americani della
A/371° cercano di fare saltare alcuni ponti nella zona di Barga, già in
precedenza prudenzialmente minati, senza però riuscirvi. Piccole unità italiane
e tedesche si infiltrano nella breccia e proseguono verso sud, senza più
incontrare apprezzabile resistenza. Il timore di rimanere accerchiati provoca
il panico anche negli altri reparti del 2°/366° che iniziano a ritirarsi
caoticamente abbandonando l'armamento, utilizzando qualsiasi mezzo motorizzato.
Il Gen. Crittenberger comandante il 4° C.d.A. U.S.A. e il suo Capo di Stato
Maggiore, fortemente preoccupati, raggiungono il Col. Shermann al suo posto di
comando ancora a Fornaci di Barga. Prendono, visione e approvano il piano
difensivo che lo stesso ha fatto preparare e annunciano che due brigate della
8^ Div. indiana avrebbe stabilito una nuova linea difensiva poco a nord di
Bagni di Lucca.
Il Comando del 370° Rgt. nella certezza che le unità della 8^ Div. Indiana
fossero prontamente disponibili, chiede che un battaglione della 19^ venga
inviato a prendere posizione sul lato destro dello schieramento lasciato
scoperto dalla ritirata della 92^ Reconnaissance Troop, al fine di tentare di
bloccare la manovra aggirante che il Mittenwald sta attuando sul lato est.
Invia inoltre una colonna di camion a Marlia per caricare una parte del
Battaglione della 19^ Brg. Il Quartier Generale della 92^ Div. informa allora
il Comando del 370° Combat Team, che il Batttaglione della 19^ brigata sarà
disponibile solamente a partire dalle ore 15.50.
Il Ten. Rhodes del 370° Combat Team si reca sul punto di incontro stabilito e
si rende conto che il Battaglione non è ancora arrivato. Quando successivamente
riesce a prendere contatto si sente dire dal comandante che il proprio reparto
è operativamente dipendente dal Comando della 19^ Brg. e solamente da questo
riceve ordini. Si scatena allora la ricerca del Comandante inglese della 19^
Brg. che appena rintracciato dichiara che il piano proposto potrebbe far
fallire l'intero schema difensivo progettato e rifiuta di far intervenire il
Battaglione prima di aver parlato con il Comandante del 4° C.d.A. U.S.A. Nel
corso del successivo colloquio viene raggiunto un compromesso. Il battaglione
rimane sotto il Comando della Brigata, ma accetta la richiesta del 4° C.d.A. di
schierarlo a protezione del fianco destro del settore; precisa però che non
sarà possibile farlo arrivare nel posto designato prima di mezzanotte.
Mentre si verificano queste snervanti incomprensioni, gli ultimi superstiti
della guarnigione di Sommocolonia cercano di sgusciare attraverso i reparti
nemici per cercare di raggiungere i propri che continuano a fuggire con tutti i
mezzi come se fossero tallonati dal diavolo. Anche i reparti del 370° Rgt.
dislocati nel settore ovest si stanno ritirando attraverso le impervie montagne
in maniera non proprio ordinata. Una Compagnia della 21^ Brg. riceve l'ordine
di schierarsi nella zona denominata Il Colle e di cercare di collegarsi sul
lato destro con qualche reparto ancora efficiente della 92^ Reconnaissance
Troop, e sul lato sinistro con il 2°/366°.
Ore 18.00. Il Comando del 370° Combat Team viene informato che il Btg. Brescia
ha forzato le difese su ambedue i lati del Serchio, ha conquistato Gallicano e
sta avanzando in direzione di Fornaci di Barga. Tutto il personale della
guarnigione di Fornaci viene piazzato in posizione difensiva e mediante camion
viene iniziato il trasferimento in direzione sud dei materiali giacenti nei
magazzini. Il Plotone carri della Compagnia B/760^, la Compagnia F/370^ e la
Batteria C del 598° Btg. di artiglieria ricevono l'ordine di ritirarsi a sud di
Fornaci per tentare di realizzare una nuova linea difensiva su posizioni
arretrate. Il sopraggiungere della completa oscurità arresta l'avanzata dei
reparti attaccanti che si preparano a trascorrere la notte attuando uno
schieramento prudenzialmente difensivo. La notte è movimentata.
Il Comando del 370° Combat Team retrocede da Fornaci di Barga a Osteria.
Contemporaneamente gli ufficiali delle unità del 366° e del 370° Rgt. cercano
affannosamente di rimettere insieme e riorganizzare le loro malconce unità che
stanno ripiegando disordinatamente. La linea difensiva si sviluppa
approssimativamente da Coreglia a Barga e da Barga alla periferia di Fornaci.
Sottosettore ovest.
Ore 04.00. Unità del Btg. San Marco precedute da un tambureggiante fuoco delle
Batterie dei Gruppi Bergamo e Mantova attaccano Promiana quota 562 difesa dalla
compagni A/370°.
Ore 05.00. Promiana è espugnata. La Compagnia A si ritira in direzione di
Molazzana, verso la quale si dirigono i reparti della San Marco unitamente al
1°/285°.
Ore 06.50.inizia l'attacco a Molazzana con il consistente appoggio
dell'artiglieria. Le Compagnie A e B del 370° combattono bene e resistono
accanitamente. Contemporaneamente la Compagnia reggimentale del 1° Alpini
inizia l'attacco al presidio di Brucciano che usufruisce dell'appoggio del
Plotone che staziona sul vicino monte Faeto.
Ore 07.00. Il gruppo esplorante della Monterosa, dopo aver eliminato un campo
minato, attacca il paese di Colomini quota 602 difeso dalla Compagnia G del
2°/370°. Dopo duri combattimenti una sua pattuglia riesce a infiltrarsi
nell'abitato e ad occupare, sul versante est del paese, la chiesa e il
campanile dove sono piazzate mitragliatrici e mortai che cattura. A questo
punto il Comando del Gruppo esplorante riceve l'ordine di rallentare l'attacco
e di far mettere i reparti in copertura al fine di regolare l'avanzata in
funzione dei progressi della 3^ colonna, che sta effettuando la manovra
aggirante.
Ore 08.00.Avuto il benestare dal Comando del 1° Alpini, il Gruppo esplorante
riprende l'attacco e rapidamente conquista l'abitato di Colomini. L'intensa
attività offensiva che si sta sviluppando nel sottosettore ovest fa ritenere al
Comando del 370° Combat Team che il maggior sforzo offensivo si stia
attualmente sviluppando sul lato ovest e pertanto ordina alla Compagnia F/370°
di rientrare nel settore ovest per rinforzare i reparti che si trovano sotto
attacco. Viene così alleggerita la situazione nel settore est dove il gruppo da
combattimento Mittenwald sta progressivamente avanzando.
Ore 10.45. Il Col. Shermann comandante del 1°/370°, ritenendo erroneamente
migliorata la situazione nel sottosettore ovest a seguito del deliberato
rallentamento dell'attacco del Gruppo esplorante della Monterosa, ordina alla
compagnia F/370° di ritornare ancora una volta nel sottosettore est e di
aggregarsi al 2°/366° che si trova in situazione insostenibile sul monte Vano.
La località verrà raggiunta da questa Compagnia solamente alle ore 14.00.
Il Gruppo esplorante conquistato Calomini si dirige verso l'abitato di
Vergemoli quota 619, mentre la compagnia reggimentale del 1° Alpini riprende
l'attacco a Brucciano. La Compagnia A/370° attaccata frontalmente e dai lati,
per non rimanere accerchiata, è costretta a ritirarsi rapidamente e la
Compagnia reggimentale occupa il paese. L'abitato di Vergemoli è protetto da un
vasto campo minato e l'unità alleata che lo presidia usufruisce dell'appoggio
diretto della Compagnia C del 598° Btg. che spara a fuoco accelerato da breve
distanza per cui è in grado di resistere. Nella considerazione che l'avanzata
degli altri reparti procede celermente, il Comando del 1° Alpini ordina al
Comando del gruppo esplorante di sospendere l'attacco risolutivo che avrebbe
provocato notevoli perdite, di lasciare sul posto uno squadrone con il compito
di tenere impegnati i difensori e di procedere con altri due squadroni in
direzione della Turrite di Gallicano per poi attaccare Fornovolasco e
presidiarlo per impedire l'afflusso di rinforzi che potrebbero arrivare dalla
Versilia passando da Stazzema e Foce de Le Rocchette. Una pattuglia riesce ad
infiltrarsi inavvertita nell'abitato di Vergemoli ed a distruggere a colpi di
panzer-faust l'edificio ed il Comando americano che vi era installato.
Ore 15.00. Il Btg. Brescia, dopo aver travolto le posizioni alleate nella zona
Le Casette e Castelletto tenute dalla Compagnia E/370°, sta avanzando
rapidamente in direzione di Gallicano. La pressione dei reparti attaccanti sta
aumentando in tutto il settore; infiltrazioni di pattuglie si stanno
verificando da tutte le parti e segni di cedimento si stanno manifestando fra i
difensori. Temendo il peggio il Col. Shermann chiede al Comando della 92^ Div.
l'invio urgente di rinforzi per il settore ovest. La richiesta non viene
accolta perché anche nel sottosettore est la situazione è critica. Il Col.
Shermann viene allora nella determinazione di dare l'ordine di ripiegamento a
tutte le unità schierate nel sottosettore ovest che dovranno attraversare la
Turrite di Gallicano e prendere posizione sullo scosceso versante sud della
stessa, nelle postazioni in precedenza parzialmente predisposte. Al termine
della giornata la situazione è la seguente.
Sottosettore est. Linea provvisoria.
Lato sud di Coreglia Antelminelli, lato sud di Tiglio, lato nord di Barga, lato
nord della costa di Rampugnana.
Settore ovest. Linea provvisoria.
Lato sud di Gallicano, lato nord della Turrite, lato nord di Fornovolasco.
Giorno 27 dicembre. Secondo giorno di combattimenti
Sottosettore est.
Durante tutta la notte trascorsa il Comando della 92^ Div. non ha cessato per
un istante di tentare di prendere contatto con i propri reparti in ritirata,
senza ottenere apprezzabili risultati. Nelle prime ore del mattino il IV Hoch è
entrato in Barga ormai abbandonata dai difensori ed ha iniziato il
rastrellamento dell'abitato.
Ore 07.00. Il Q.G. della 92^ si rende conto di aver fatto eccessivamente
arretrare il Plotone carri Shermann della B/760° ed emana l'ordine di farli
rientrare nelle posizioni in precedenza abbandonate.
Ore 09.30. Il Plotone carri della B/760° comunica che nella zona di Seggio sono
stati notati movimenti di truppe tedesche. Dopo pochi minuti il 2°/366 comunica
che la propria Compagnia G sta arretrando di propria iniziativa in direzione di
Pedona.
ORE 10.40. Un gruppo di ufficiali di collegamento dell'aviazione americana
arriva al posto di comando del 370° Combat Team per prendere accordi sugli
interventi che l'aviazione dovrà effettuare per cercare di tamponare la
disastrosa situazione in cui si trovano le truppe di terra.
Ore 10.40. La pressione esercitata dal IV Hoch in direzione di Pedona si sta
accentuando e il 2°/366° è costretto ad arretrare ulteriormente.
Conseguentemente il Col.Phelan del 370° Rgt. è costretto ad ordinare la
ririrata a tutti i reparti schierati a sud della Turrite nel sottosettore ovest
per tentare di realizzare una nuova linea difensiva a sud di Pedona utilizzando
anche questi reparti. E' da tenere presente che nel sottosettore ovest, a sud
di Turrite, le montagne molto scoscese permettono solo il passaggio di
pattuglie. Nel contempo all'estremo lato est reparti del Mittenwald che
indossano tute bianche da combattimento occupano Tiglio Alto e Tiglio Basso.
Unità del 2°/370° meno la Compagnia F, unitamente a una Compagnia della 19^
Brigata indiana, tentano un contrattacco. L'operazione fallisce e il Mittenwald
riprende ad avanzare in direzione di Coreglia.
Ore 13.00.Il Q.G. della 92^ Div. ordina che il Gen. inglese Russel, comandante
della 6^ Div. indiana, assuma il comando e la responsabilità dell'intero
settore della valle del Serchio e che tutto quanto rimane della 92^ divisione
arretri ulteriormente per tentare di realizzare una nuova linea difensiva
ancora più a sud.
Ore 15.30. La situazione dei reparti alleati ormai in totale disordinata rotta
è sempre più precaria e di conseguenza il Gen. Russel si trova costretto a
ordinare a tutte le unità della 92^ di ritirarsi ulteriormente fino a sud di
Calavorno, ossia alle porte di Lucca, movimento che deve essere completato
entro il giorno 28.
Ore 24.00. La situazione al termine della giornata è la seguente.
Sottosettore est.
Le unità attaccanti si sono fermate nella fascia di terreno che si estende
fra il torrente Ania e il torrente Sagone. Pattuglie esploranti si stanno
spingendo ancora più a sud.
Sottosettore ovest
Raggiunta lungo tutto il settore la Turrita di Gallicano, i reparti si sono
fermati mentre pattuglie di tutte le unità hanno proseguito in direzione sud.
Le pattuglie del Gruppo esplorante si dirigono in direzione del monte Albano
quota 928 e del monte Palodina quota 1.171. Quelle del 1°/285° in direzione del
colle Tigliora e quelle del II/6° San Marco in direzione di Bolognana. Nessuna
pattuglia incontra resistenza organizzata.
Giorno 28 dicembre. Terzo giorno di combattimenti
Appena fa giorno l'aviazione alleata inizia a bombardare e a mitragliare con un
gran numero di aerei tutti i possibili obiettivi e costringe i reparti a
muoversi con grande attenzione. Vengono bombardate Sommocolonia, Barga e
Vergemoli. La colonna leggera trasporti della Monterosa, tutti i reparti
rimasti a presidiare le posizioni di partenza e le Batterie di artiglieria che
dispongono di salmerie stanno effettuando già dal giorno precedente la
selezione e il trasporto entro le linee italo-tedesche di tutti i materiali di
preda bellica e gli armamenti che possono trasportare mentre i pionieri stanno
facendo saltare e distruggono buona parte del rimanente. Incendi e alte colonne
di fumo si notano in tutta la valle: i guastatori sono al lavoro.
All'imbrunire tutti i reparti attaccanti ricevono l'ordine di ripiegamento da
effettuare durante le ore notturne ordinatamente e celermente secondo le
modalità rese note. La protezione del ripiegamento verrà fornita dai reparti di
sicurezza che a loro volta dovranno iniziare i movimenti di disimpegno a
partire dalle ore 12.00 del successivo giorno 29. Le Batterie di artiglieria si
tengono pronte ad intervenire con tiri di sbarramento a difesa dei reparti che
stanno arretrando benché, per il momento, non siano state segnalate azioni di
disturbo da parte dei reparti alleati. Nella tarda serata una pattuglia di
sicurezza del I/6° San Marco avvista nel greto del Serchio, in località
Caronne, un piccolo reparto della 8^ Divisione indiana in perlustrazione con la
protezione di due carri leggeri. Nel breve scontro la pattuglia del San Marco
distrugge i due carri a colpi di panzer-faust. Il combattimento si conclude
rapidamente perché l'unità indiana rompe il contatto e si ritira.
Giorno 29 dicembre. Quarto giorno di combattimenti.
Alla sera l'operazione Winterwitter è conclusa. Anche i reparti di sicurezza
sono rientrati entro le linee senza difficoltà. Al termine delle operazioni è
possibile riepilogare e stabilire la profondità della penetrazione effettuata
nelle retrovie alleate.
3^ colonna.
Dopo aver occupato Pedona e Osteria è arrivata a Lucignana; pattuglie
esploranti si sono spinte sulle colline fra rio Dezza e rio Suricchiana e hanno
raggiunto Calavorno; durante la notte sono arrivate fino alla periferia di
Bagni di Lucca, accertando praticamente che tutte le unità della 92^ div. si
sono ritirate oltre questo abitato.
La 8^ Div. indiana e Unità di riserva si sono attestate e hanno creato uno
sbarramento difensivo nella strettoia a cavallo della S.S. n. 445 fra Monti di
Villa e Gioviano lungo il quale hanno lasciato dei varchi attraverso i quali
sono defluiti i reparti in rotta della 92^ che operavano in Garfagnana.
2^ colonna.
Ha occupato e oltrepassato Fornaci di Barga, Piani di Coreglia e Ghivizzano.
1^ colonna.
Ha conquistato tutte le posizioni nemiche dislocate a nord della Turrite di
Gallicano e le pattuglie hanno raggiunto:
Btg. Brescia: Calavorno.
Btg. San Marco: Bolognana.
I/285°. Colle Tigliora.
Compagnia reggimentale: base monte Palodina e base monte Gragno.
Gruppo esplorante: Montalbano e Castagnola.
Giorno 30 dicembre.
Tutti i reparti hanno completato il rientro nelle proprie linee compresi quelli
di sicurezza; carichi di armi di preda bellica, stanchi ma con il morale alle
stelle. Sono coscienti di aver dato una lezione a una unità dell'esercito più
forte del mondo, pur in condizioni di evidente inferiorità.
Subito viene iniziata la sistemazione e il consolidamento delle nuove posizioni
che sono le seguenti, abitati compresi.
Sottosettore est.
Castelvecchio Pascoli, Albiano, Barga, Sommocolonia, quota 906, Lama, Monte
della Stella. Però, già prima del rientro degli alleati, le posizioni di
Castelvecchio Pascoli, Barga e Albiano vengono riconosciute troppo onerosamente
difendibili per cuyi vengono abbandonate e la linea ripristinata nelle vecchie
posizioni, con la sola modifica del possesso di Sommocolonia e del Monte della
Stella.
Sottosettore ovest.
Pania Secca, lato nord dalla Turrite di Gallicano con avamposti a Vergemoli,
Colomini, Brucciano, monte Faeto, quota 437, Case Termini, quota 352, Casa
Broglio.
Occultati nella terra di nessuno o addirittura entro le linee avversarie
vengono istituiti osservatori di artiglieria collegati con i rispettivi
Comandi, allo scopo di osservare dalla più breve distanza possibile dagli
obiettivi la precisione dei tiri dell'artiglieria ed effettuare la correzione
dei parametri di tiro per migliorarne al massimo l'efficacia ed osservare e
segnalare i movimenti delle truppe nemiche e l'andamento dei combattimenti.
Cap. 15 - Rioccupazione dei territori abbandonati dalle
formazioni attaccanti italo-tedesche al termine dell'operazione Wintergewitter.
(pag.111).
Probabilmente temendo erroneamente che le formazioni italo-tedesche avrebbero
tenacemente difeso i territori occupati, il Comando alleato ha spinto in avanti
i reparti indiani della 8^ Divisione, che si sono successivamente trattenuti
nella zona fino al 10 gennaio, quando ormai tutto il territorio rioccupato era
stato setacciato e ripulito almeno parzialmente dalle mine deposte dalle
formazioni italo-tedesche. Nel periodo non si sono verificati scontri con le
truppe indiane. Hanno effettuato la rioccupazione le seguenti unità:
Sottosettore est.
- 3/15° Punjab nella zona di Barga e monte Vano.
- 3/8° Punjab nella zona di Coreglia, Loppia e Seggio.
- 1/5° Mahratta e 5/13° Frontier Force Rifles, nella zona fra Osteria e Fornaci
di Barga.
Sottosettore ovest.
- 370° Rgt. della 92^ nella zona a sud della Turrite di Gallicano.
- Argyle and Sutherland Highlanders nella zona di S. Romano e Botri.
Offensiva aerea alleata.
A partire dalle ore 12.40 del giorno 27 l'aviazione militare alleata ed in
particolare la XII formazione aerea tattica dell'U.S.A.F. unitamente a reparti
aerei inglesi, sudafricani e brasiliani inizia una forsennata offensiva aerea
che investe tutta la valle del Serchio fino ad Aulla. Fonti alleate parlano di
circa 1.000 voli giornalieri. Si tratta di un'offensiva militarmente inutile,
rozza e vendicativa che colpisce soprattutto la popolazione civile già
estremamente martoriata. Tutte le strade, i sentieri, le abitazioni e qualsiasi
cosa possa avere la parvenza di un obiettivo civile e militare viene bombardato
e mitragliato. Le distruzioni sono enormi; le perdite dei civili elevate. Anche
la zona ospedaliera civile e militare di Camporgiano, benché vistosamente
segnalata, viene bombardata causando molti morti e feriti fra i ricoverati
italiani, tedeschi, alleati e civili, tanto che dovrà essere evacuata e gli
ospedali trasferiti a Nicciano sotto continui bombardamenti. Anche alcune
ambulanze vengono mitragliate e distrutte. Gli alleati non hanno saputo perdere
e si vendicano nella maniera per loro meno rischiosa: con l'aviazione.
Risultato: 53 morti nella zona ospedaliera di Camporgiano e 22 in quella di
Nicciano fra militari di varie nazionalità e civili. L'aviazione alleata inizia
l'impiego di bombe a scoppio ritardato oltremodo pericolose per i civili.
Quattro aerei alleati vengono abbattuti dalla contraerea.
Risultati dell'operazione
- Rettifiche alla vecchia linea di resistenza soprattutto nel sottosettore
ovest, che migliorano notevolmente le possibilità di difesa.
- Cattura di oltre duecento prigionieri.
- Cattura di un numero ingente di armi portatili, di 4 cannoni anticarro da 57
mm, di 115 mitragliatrici da 12,7 mm, mortai da 60 e 81 mm, materiale
telefonico, apparecchi radio, bazooka, munizioni in grande quantità, mine
antiuomo, razzi da segnalazione, viveri, vestiario e generi di conforto.
- Distruzione di armamenti pesanti e relative munizioni non trasportabili.
- Scompaginamento della 92^ Divisione che successivamente verrà praticamente
ricostituita e riequipaggiata.
- Ingenti trasferimenti di truppe e mezzi da altri settori che costringono gli
alleati a ritardare di quattro mesi l'inizio dell'offensiva finale.
- Deciso miglioramento del morale dei soldati italiani e tedeschi che
acquisiscono una maggiore intraprendenza offensiva.
Osservazioni
L'operazione Wintergewitter è stata pianificata e condotta in maniera
esemplare. Le forze attaccanti totalmente prive di mezzi corazzati, blindati e
di aviazione sono riuscite a ottenere realisticamente il massimo risultato
ottenibile utilizzando esclusivamente il coraggio dei propri uomini. I
risultati sono stati superiori alle aspettative grazie anche alla decisione del
comandante del Btg: Mittenwald di allargare la profondità dell'azione di
accerchiamento per cui l'avanzata non si è limitata a raggiungere le località
di Fornaci di Barga e Coreglia, ma è progredita fino alla periferia di Bagni di
Lucca. L'attacco che segue quello di ben più vasta portata sferrato nelle
Ardenne, costituisce l'unica azione offensiva effettuata sul fronte italiano
successivamente allo sbarco alleato di Anzio.
Va dato atto ai generali Carloni e Fretter-Pico di aver realisticamente
limitato l'azione a quanto le forze in campo permettevano, opponendosi
fermamente alle insistenze dei politici di proseguirle ulteriormente verso
obiettivi utopistici. Il Quartier Generale alleato e gli esperti militari hanno
insistentemente cercato di attribuire la responsabilità della sconfitta delle
forze armate americane al comportamento degli ufficiali e dei soldati di colore
della 92^ divisione di fanteria, come in precedenza avevano criticato il
comportamento del Corpo di spedizione brasiliano.
Coloro che hanno partecipato all'azione sono propensi ad attribuire la
responsabilità della disfatta non solamente al comportamento di alcuni reparti
della 92^ div. ma anche al comportamento dei Comandi alleati che, pur avvisati
tempestivamente da informatori, partigiani, parroci e altre fonti, hanno
creduto alla utopia che l'operazione Wintergewitter costituisse solo un'azione
diversiva tendente a coprire un attacco in forze nella zona costiera della
Versilia da parte di ipotetiche divisioni corazzate tedesche.
Per questa ragione hanno fatto affluire da altri settori, indebolendoli,
numerose potenti unità da combattimento e le hanno fatte posizionare fra Lucca
e Viareggio, ossia troppo lontane dalla valle del Serchio, per cui è mancato
loro il tempo di intervenire e contrastare la fulminea avanzata e l'altrettanto
rapido rientro nelle linee, che i Comandi italiano e tedesco nel pianificare
l'azione avevano accuratamente valutato in circa 84 ore. Hanno talmente creduto
alla loro ipotesi che fino al giorno 23 hanno fatto mantenere alla 92^ Div., lo
schieramento offensivo. Da considerare inoltre i contrasti insorti fra il
Comandante della 8^ Div. indiana e il comando della 92^ Div. che hanno causato
notevoli ritardi negli interventi necessari per sostenere le unità della 92^
che sulle montagne stavano ripiegando in completo disordine, tallonate dalle
pattuglie degli attaccanti. I poveri soldati di colore del 2°/366° che
presidiavano la costa di Rampugnana, intontiti dai pesanti bombardamenti
dell'artiglieria italo-tedesca, con il cranio imbottito dagli slogan della
propaganda alleata che insisteva nell'asserire che fascisti e nazisti
seviziavano e uccidevano i prigionieri di colore, frontalmente attaccati, non
appena hanno avuto sentore del pericolo di rimanere accerchiati e quindi di
essere catturati, hanno perso la testa e hanno cominciato a scappare con tutti
i mezzi disponibili abbandonando tutto per cercare disperatamente di mettersi
in salvo.
La loro fuga disordinata è diventata tragedia quando sono caduti anche a Barga
sotto il fuoco dei cannoni anticarro da 57 mm che il IV Hoch aveva catturato
intatti e funzionanti con le relative munizioni. Questi cannoni, rivolti subito
contro il nemico sparando da posizioni elevate in piena visibilità e da non
grande distanza, hanno provocato effetti disastrosi, come successivamente
scriverà il Col. Goodman nel suo libro A fragment of victory in Italy.
L'operazione Wintergewitter ha ancora una volta dimostrato che le forze armate
americane dispongono di una potenza difficilmente immaginabile per l'enorme
superiorità di mezzi, l'organizzazione logistica, la mobilità, la possibilità
di impiegare truppe ben addestrate e adeguatamente riposate, la disponibilità
di un'aviazione e di una marina formidabili. Sono deboli quando si trovano di
fronte a improvvise difficoltà che non permettono loro di operare secondo gli
abituali schemi perché i loro ufficiali, e particolarmente quelli della 92^
Div., sono stati addestrati e abituati a comportarsi secondo la concezione
della Befehlstaktik e pertanto non sono in grado di disporre in autonomia e di
improvvisare variazioni ai piani prestabiliti, secondo le condizioni del
momento.
I soldati di colore della 92^ Div. Buffalo tanto criticati dal loro Comando di
Divisione non vanno demonizzati come nullità dal punto di vista militare.
Bisogna considerare che molti di loro erano analfabeti e provenendo
dall'estremo sud degli Stati Uniti, da famiglie poverissime, avevano un livello
culturale bassissimo e non in grado di recepire il concetto di patria e di
dovere verso la stessa. Trattati con sufficienza e disprezzo dai loro Comandi e
dai loro camerati bianchi, impiegati sistematicamente in pesanti pattugliamenti
e in attacchi ripetitivi contro agguerrite difese, spesso mal comandati,
terrorizzati dal timore di cadere prigionieri perché seviziati e uccisi,
colpiti in varie occasioni per errori plateali o volontariamente dalla loro
artiglieria e aviazione, operando in territori e con condizioni climatiche
tanto diverse da quelle dove vivevano, hanno fatto quanto potevano. In alcuni
casi come per la difesa di Sommocolonia, hanno obbedito all'ordine di
resistenza a oltranza, subendo perdite proporzionalmente altissime. Per coloro
che hanno combattuto contro di loro, sono stati avversari da rispettare e come
tali rispettati quando sono stati presi prigionieri.
16. - Comunicazioni alla stampa effettuate dal Quartier Generale
del 15° Gruppo di armate alleate, riguardanti l'azione Wintergewitter. (pag.
115)
Giorni 27-28 dicembre 1944. Notiziario.
Truppe italo-tedesche hanno sferrato nel settore della valle del
Serchio, in Garfagnana, un attacco di una certa entità che ha costretto gli
avamposti della 5^ Armata a ritirarsi su postazioni predisposte.
Giorni 28-29 dicembre 1944. Notiziario.
Aspri combattimenti proseguono dopo lo scardinamento del sistema difensivo
della 92^ divisione nord-Americana.
Giorni 29-30 dicembre 1944. Notiziario.
Truppe italo-germaniche continuano a sferrare attacchi contro le
posizioni della 92^ Divisione Americana. attacchi che, aumentati di intensità,
hanno costretto le truppe alleate a evacuare Barga, situata a pochi chilometri
a nord-est di Gallicano. Il tratto di penetrazione ha un'ampiezza di dieci
chilometri.
Corrispondenza dell'inviato dell'Agenzia Reuter presso il Quartier Generale del
15° Gruppo di Armate alleate, Hawkins.
L'avanzata italo-germanica è stata coordinata con una forte attività nel
settore centrale dell'Appennino gelato. Si ammette ora ufficialmente che il
ripiegamento delle truppe alleate è stato inevitabile e l'abbandono del terreno
intono a Barga è dovuto all'azione decisa degli attaccanti appoggiati
dall'artiglieria.
………
Giorno 14 febbraio 1944. (pag. 159).
Si riuniscono a Viareggio:
il Gen. Marshall Capo degli Stati Maggiori riuniti dell'esercito U.S.A.;
il Gen. Clark Comandante del 15° gruppo di Armate;
il Magg. Gen. Gruenther Capo di Stato Maggiore del 15° Gruppo di armate;
il Gen. Truscott Comandante della 5^ Armata;
il Ten. Gen. Crittenberger Comandante del 4° C.d.A.;
il Magg. Gen. Almond Comandante della 92^ Div.;
il Ten. Gen. Mac Narney Comandante delle forze Americane nel settore del
Mediterraneo.
Oggetto principale della riunione è la riorganizzazione della 92^ Div. per
metterla in grado di assolvere i compiti che le verranno assegnati durante la
prossima offensiva finale.
Vagliate varie proposte vengono prese le seguenti decisioni:
- 473°Rgt. verrà integrato nella 92^ pur rimanendo, per il momento, impiegato
nella valle della Lima;
- 365° Rgt. cesserà di far parte della 92^ e verrà posto sotto il comando
diretto del 4° C.d.A.;
- 371° Rgt. cesserà di far parte della 92^ e verrà posto sotto il comando
diretto del 4° C.d.A.;
- 370° Rgt. resterà in organico alla 92^ previa radicale riorganizzazione;
- 442° Rgt. nippo-americano, proveniente dal fronte francese, entrerà a far
parte della 92^ divisione;
- 366° Rgt. verrà utilizzato soprattutto per i servizi.
Il programma di riorganizzazione del 370° Rgt. prevede l'inizio del ciclo di
riorganizzazione e addestramento, a partire dalla seconda metà del mese di
febbraio con termine verso la metà del mese di marzo, e l'espulsione dal
Reggimento di 63 ufficiali e 1.265 fra sottufficiali, graduati e soldati che
verranno sostituiti da 71 ufficiali, e 1.359 fra sottufficiali, graduati e
soldati. L'organico del Reggimento verrà così a risultare di 142 ufficiali e
2.800 fra sottufficiali, graduati e soldati.
La nuova 92^ Divisione diverrà colore arcobaleno perché sarà formata da:
- 473° Rgt. fanteria: personale bianco
- 442° Rgt. fanteria. Personale nippo-americano
- 370° Rgt. fanteria: personale di colore, ufficiali bianchi
- 758° Btg. carri: personale di colore
- 760° Rgt. carri: personale bianco
- 679° Btg. cacciacarri semoventi: personale di colore
- 894° Btg. cacciacarri semoventi: personale bianco
- 597° Btg. artiglieria campale da 105 mm: personale di colore
- 598° Btg. artiglieria campale da 105 mm: personale bianco
- 599° Btg. artiglieria campale da 155 mm: personale bianco
- 600° Btg. artiglieria campale da 155 mm: personale di colore
- 317° Btg. genio da combattimento. personale misto
- 317° Btg: medico: personale misto
- 317° Signal Company: personale misto
- 792° Ordnance Company: personale misto
- 92^ Military Police platoon: personale misto
- 592° mule pack battalion: personale civile e militare italiano.
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I brani sopra riportati sono stati tratti dal volume: "La guerra sulla Linea
Gotica occidentale" di Cesare Fiaschi.
Casa editrice: LO SCARABEO - Via delle Belle Arti n°27/a - Bologna - telef.
051/229512
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