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Il 25 luglio 1943, la seduta straordinaria del Gran Consiglio del Fascismo
comportò la caduta del regime fascista; un Badoglio calcolatore ed
apparentemente poco compromesso da un punto di vista politico ricevette
l’incarico di Capo del Governo proclamando la continuazione della guerra al
fianco dei tedeschi.
Improvvisamente, giunse l’8 settembre 1943 e la resa incondizionata mascherata
da armistizio: i tedeschi, da alleati chiamati in aiuto per la difesa del suolo
italiano, divennero nemici invasori mentre gli anglo-americani, da amici,
occupavano un terzo dell’Italia.
Mentre al sud la monarchia tentava lentamente di ricostruire un apparato
statale, al nord nacque la Repubblica Sociale Italiana (conosciuta anche
come “Repubblica di Salò”), sorta in conseguenza dello scioglimento del
Regno d’Italia dovuto alla fuga del Re, Vittorio Emanuele III, e del Capo
del Governo, Pietro Badoglio, firmatari della resa incondizionata con gli
anglo-americani.
Tra le prime attività del governo repubblicano ci fu quella di
riorganizzare le Forze Armate: in tale contesto la Divisione Alpina Monte
Rosa fu una della quattro Grandi Unità dell’esercito della
Repubblica Sociale Italiana.
Gli accordi fra le autorità italiane della RSI e quelle germaniche stabilirono
che gli Ufficiali ed i Sottufficiali delle Forze Armate Repubblicane avrebbero
dovuto essere tutti volontari. Le truppe, sia volontarie che di leva, sarebbero
state composte solo da classi giovanissime. Fu così che il 9 novembre
venne annunciata pubblicamente a Roma la chiamata alle armi
dei giovani appartenenti all’ultimo trimestre del ’24 e di tutto il ’25 mentre
gli ufficiali, i sottufficiali ed i militari di truppa destinati a costituire i
quadri delle nuove divisioni sarebbero stati reclutati da una commissione mista
nei campi d’internamento tedeschi.
A partire dalla terza settimana di ottobre 1943, ebbe inizio l’invio di
personale volontario, proveniente dai campi di concentramento al grande campo
di addestramento di Münsingen nel Baden-Wüttemberg in seguito
agli accordi fra la Missione Italiana in Germania ed il Governo tedesco. Il
primo gruppo d’aderenti proveniva dalla Francia. Da Valence gli
ufficiali, i sottufficiali ed i militari di truppa che non avevano accettato
l’imposizione dell’armistizio, furono condotti presso Strasburgo e poi avviati
ai campi di Heuberg e Münsingen ; a questi si aggiunsero
elementi del XX° Raggruppamento autonomo sciatori. Altri, appartenenti al 2°
gruppo alpini Valle, (Val Leongra, Val Pescara e il
gruppo art. Valle Isonzo con le batterie alpine 37ª e 38ª) dislocati
in Epiro e venuti a patti coi tedeschi, giunsero, a piedi ed in tradotta, nei
pressi di Berlino ai primi di ottobre dove il colonnello Manfredini comunicò le
due alternative: riprendere le armi o essere internati. Dal Montenegro arrivò
il battaglione Exilles del 3° reggimento Alpini comandato dal tenente
colonnello Armando Farinaccci, mentre dall’Albania proveniva il 15° reggimento
d’artiglieria. A fine ottobre era già stato costituito il primo battaglione
d’istruzione italiano in Germania. Ufficiali
e sottufficiali furono ripartiti fra i battaglioni in via di costituzione
mentre gli artiglieri erano i componenti dei futuri gruppi Bergamo, Vicenza
e, parzialmente, dell’Aosta.
La volontà del Maresciallo Graziani, atta a mantenere l’esercito al di
fuori dell’attività politica, trovò legittimità negli articoli 18 e 19 della
“legge costitutiva dell’Esercito Nazionale Repubblicano”. Tale
legge impose l’assoluta apoliticità delle F.F.A.A. italiane. Ebbe modo di dire
di lui il generale Dolfin: ”Graziani non ha ceduto, facendone una questione di
principio dalla quale, ha dichiarato, non intende deflettere, ritenendo che la
sua proposta coincida con gli interessi superiori del Paese" .
Con queste premesse si diede il via alla nascita della Grande Unità,
ufficialmente costituita a Pavia il 1° gennaio 1944 a seguito della Legge
costitutiva dell’Esercito Repubblicano e degli accordi presi fra governi
italiano e tedesco per l’effettuazione dell’addestramento in Germania. Pur
essendo la prima divisione italiana ad essere stata costituita, assunse la
numerazione 4ª, dopo la 1ª Divisione Bersaglieri Italia, la 2ª
Divisione Granatieri Littorio e la 3ª Divisione di Fanteria di Marina San
Marco .
Con un organico iniziale di 19.952 uomini la Divisione Monterosa era così
composta:
| UFFICIALI: |
80%: |
volontari già appartenenti
all’esercito regio e provenienti dalle zone d’operazioni (Russia, Balcani,
Francia).
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| 20%: |
richiamati in servizio. |
| SOTTOUFFICIALI: |
70%: |
volontari provenienti da
zone d’operazioni.
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| 30%: |
richiamati in servizio. |
| TRUPPA: |
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Reclute delle classi 1924 e
1925 chiamate in servizio di leva e Volontari provenienti dall’Italia e dai
campi di concentramento tedeschi.
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| Organigramma
della Divisione Alpina Monterosa |
| Comando di Divisione |
| Deutsche Verbindung Kommando 183 |
| Quartiere Comando |
| Gendarmeria |
| Btg Pionieri |
| Btg Collegamenti |
| Btg Trasporti |
| Sanità |
| Intendenza |
| Battaglione Complementi Ivrea |
| 1° Gruppo Esplorante “Fiamme Cremisi” |
| Battaglione di Formazione Vestone |
| Battaglione di Formazione Saluzzo |
| Battaglione Cadore (dal 15.01.1945) |
| 1° Reggimento Alpini Comando |
| Battaglione Alpini Aosta |
| Battaglione Alpini Bassano |
| Battaglione Alpini Intra |
| 101ª Colonna Leg. Trasporti |
| Plotone Cannoni d’accompagnamento |
| 2° Reggimento Alpini Comando |
| Battaglione Alpini Brescia |
| Battaglione Alpini Morbegno |
| Battaglione Alpini Tirano |
| 102ª Colonna Leg. Trasporti |
| 102ª Compagnia Cacciatori di Carri |
| Plotone Cannoni d’accompagnamento |
| 1° Reggimento Artiglieria Alpina |
| Comando |
| Batteria Comando |
| Gruppo d’artiglieria Alpina Aosta |
| Gruppo d’artiglieria Alpina Bergamo |
| Gruppo d’artiglieria Alpina Vicenza |
| Gruppo d’artiglieria Alpina Mantova |
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