LA NOSTRA STORIA > Gli uomini: Il Comandante Alpino Tenente Colonnello Armando Farinacci 


Il Comandante Alpino
Tenente Colonnello Armando FarinacciTenente Colonnello Armando Farinacci

Il Tenente Colonnello Armando Farinacci, nato a Castellammare di Stabbia il 10 gennaio 1899, fu volontario nella Grande Guerra a soli 17 anni. Nel dopoguerra raggiunse Dronero, vicino a Cuneo, e vi si trasferì. Nel 1936 combattè nella guerra d’Africa Orientale, sempre in qualità di volontario; alla fine di quella guerra, assunse il comando del Battaglione Alpini Dronero, della Divisione Cuneense e, nel 1943, fu inviato in Montenegro al comando del Battaglione Exilles; qui fu sorpreso dai fatti dell’8 settembre.

Optando per la prosecuzione della guerra a fianco della Germania, giunse presso il lager addestrativo di Münsingen, dove portò dal Montenegro gli ufficiali del suo battaglione.

Assunse il comando del 1° Reggimento Alpini durante le fase di costituzione e addestramento mantenendolo sino al 16 luglio 1944, allorquando lo cedette al Colonnello Armando Pasquali. Durante la permanenza della divisione sul fronte ligure fu, per un breve periodo, assegnato al tribunale militare divisionale.

Nel mese di agosto 1944, rendendosi necessario da parte delle forze di terra ottenere il controllo delle vie di comunicazione verso il retrofronte, fu decisa un’operazione ad ampio raggio avente lo scopo di creare un corridoio di sicurezza per i movimenti delle unità di supporto. A tal fine gli fu assegnato il comando di un raggruppamento celere; la colonna di movimento, denominata per l'appunto Colonna Farinacci, era composta dall’8ª Compagnia del Bassano, dal Gruppo Esplorante, da tre compagnie d’allarme, la 2ª compagnia del battaglione Ivrea ed una sezione di artiglieria. L’operazione militare si concluse con successo e alla fine di settembre fu deciso il trasferimento di una consistente aliquota della divisione in Piemonte a difesa del confine con la Francia.

Vuoi per i trascorsi militari, vuoi per il fatto che ben conosceva le zone del cuneese, in particolar modo la zona della bassa Val Maira ove abitava, il Tenente Colonnello Farinacci fu nuovamente insignito del comando di un unità militare operativa di combattimento: il «Raggruppamento Monte Rosa», meglio conosciuto come «Kampfgruppe Farinacci», costituito dai battaglioni Bassano, Tirano e dal gruppo d’artiglieria Vicenza. Sede del comando fu scelta la cittadina di Saluzzo (CN), ai piedi della Val Varaita.

Comandò il raggruppamento con elevata capacità e ponderatezza, come suo solito, riuscendo il più delle volte ad impedire che ordini sbrigativi provenienti dal comando divisionale della Littorio fossero attuati, evitando così ripercussioni sulla popolazione civile e reazioni violente contro i suoi stessi alpini. Un’elevata capacità mediatrice lo contraddistinse per tutta la durata del conflitto, ma ciò non gli evitò d’essere oggetto di un’imboscata organizzata dai partigiani contro la macchina che lo stava trasportando, unitamente ad alcuni ufficiali tedeschi, in Val Maira: ne uscì illeso.

Con la fine della stagione invernale aumentò la pressione partigiana; la conseguenza fu l’azione di controllo effettuata dai comandanti ai vari livelli: la sua presenza quasi ininterrotta nel settore del Bassano per quasi tutto il mese di gennaio ne è la prova.

La conoscenza della zona d’operazioni e i contatti locali, indussero il comando superiore a incaricarlo della conduzione di trattative che avrebbero portato ai cosiddetti “scambi di prigionieri” tra Forze Armate della RSI e comandi partigiani. Fonti resistenziali lo indicano anche quale incaricato delle trattative per giungere a un accordo “indolore” con le forze partigiane al fine di garantire le linee del confine - evitando così la discesa in Italia delle truppe francesi - con il contributo dei vertici di Giustizia e Libertà più propensi al dialogo; i fatti si conclusero diversamente o meglio, non trovarono conclusione a causa del trasferimento di Farinacci da Saluzzo alla Valle di Lanzo.

Nel mese di aprile, le unità della Monte Rosa schierate sulla Linea Gotica furono sostituite dalla divisione bersaglieri Italia, appena giunta dai campi d’addestramento; la nuova destinazione era il Fronte Alpino Occidentale dove si sarebbe di li a poco ricongiunta con il resto dei reparti inviati l’autunno precedente; il 31 marzo 1945, il Maresciallo d’Italia Graziani dispose lo scioglimento del «Raggruppamento Monte Rosa- Kampfgruppe Farinacci».

Nel dopoguerra, Farinacci si prodigò per riunire i suoi alpini, quelli del Dronero, come quelli della Monterosa impegnandosi, tra le altre cose, per la costruzione della Cappella dell’Exilles -battaglione a lui particolarmente caro- presso l’omonimo forte-caserma ubicato in Val di Susa dove la lapide con il suo nome lo commemora tra i Comandanti alpini. È entrato nel Paradiso di Cantore il 9 febbraio 1975 e riposa nel Cimitero comunale di Dronero, città che ancora lo ricorda come Alpino e come Uomo.