LA NOSTRA STORIA > Il gruppo "Bergamo". Origine del distintivo e del suo motto

ORIGINE DEL DISTINTIVO DEL GRUPPO “ BERGAMO “ DELLA DIVISIONE ALPINA “ MONTEROSA ” E DEL SUO MOTTO.

Dal “ Truppenubunsplatz “ di Munzingen l’anziano Tenente Colonnello D’Antoni, primo comandante del costituendo 4° Reggimento artiglieria della Divisione Alpina “ Monterosa ”, nel mese di Febbraio 1944, al momento del passaggio delle consegne, al Tenente colonnello Luigi Grossi, subentrante nel comando, cosi scriveva:

"Nell’atto in cui lascio il comando del Reggimento, intendo rivolgere un saluto affettuoso e beneaugurante a tutti i militari dipendenti ed in particolare agli ufficiali, sottufficiali e soldati anziani che hanno sino ad ora collaborato con me nel settore di nostra competenza, tutti animati dal fervore sacro dei ricostruttori, della generosa, tenace, durissima volontà di riuscire.

Mi stacco dal Reggimento e mi stacco dal mio sogno più radioso, che era quello di poterlo condurre al fuoco. Sono sin d’ora sicuro che si sarebbe comportato e si comporterà magnificamente; l’anima italiana nel senso migliore della parola, la bravura, la maestria tedesche. Alla massima parte di voi mi lega un passato indimenticabile, apparteniamo ad un’aristocrazia, quella di coloro che hanno già vinto la prima battaglia, scegliendo senza perdere un solo minuto, la via dell’onore; di coloro che al momento decisivo non si sono contati o che, se ciò hanno fatto, è stato soltanto per concludere che essi , gli eletti erano pochissimi.

Ci conforti sempre e dovunque la certezza di essere sulla giusta via; a distanza di mesi e d’anni, ci compiaceremo con noi stessi della decisione presa e immaginandoci ancora di fronte al dilemma ripeteremo “ non potevo agire diversamente”.

Regola costante, suprema nostra, sia sempre la perfetta coerenza dell’azione con la parola, la fedeltà all’ideale che preferiamo e che è la fedeltà all’Italia e al suo Alleato.

Ricordiamoci che l’Italia proprio da noi, da noi che per Lei patimmo e patiremo e affronteremo ogni sacrificio, aspetta il miracolo certo della resurrezione."  

F.to D’Antonio
Ten.Col.Comandante

Con riferimento ai vecchi ufficiali, sottufficiali e soldati si riferisce in particolare a quel nucleo d’ufficiali, sottufficiali e alpini provenienti dai campi di concentramento che alla fine del mese di Ottobre 1943 iniziarono ad affluire nel Neues Lager di Munzingen per costituire i quadri della Monterosa, fra questi, per quanto riguarda gli ufficiali d’artiglieria, che successivamente costituirono il Gruppo “Bergamo”, il Capitano Anzil, il Tenente Bradaschia, i Sottotenenti Allasia, Azzaroli, Bergamini, Dozza, Falleschini e Flores provenienti dal Gruppo di Artiglieria Alpina “Valle Isonzo” dislocata in Grecia, dal Tenente Vardanega e dai Sottotenenti Fiaschi, Ruffini e Vergari provenienti dal III Gruppo del 15° Artiglieria, dislocato nel Kossovo. A questo primo nucleo si aggiunsero successivamente i Tenenti Bonatti, Dulio, Ferri, Gauli e Giacomozzi, per la maggior parte provenienti da unità di Artiglieria Alpina che avevano combattuto sul fronte russo. Il motto “non ci siamo contati” estrapolato dalla lettera di commiato del T.Col. D’Antonio, fu proposto dall’allora S.Ten. Flores al comandante del Gruppo Bergamo, Capitano Anzil che lo accettò.

Il disegno stilizzato e idealizzato che rappresenta i monti Matanna, Forato e Pania della Croce, fu realizzato nel mese di Novembre 1944, dal Ten. Flores che dall’osservatorio in linea della 6a batteria, del quale era il responsabile, ogni giorno ammirava la bellissima veduta di questo settore sud delle Alpi Apuane. Dal disegno e dalla frase estratta dalla nobile lettera scritta dal T.Col. D’Antonio, derivò il distintivo del glorioso Gruppo di Artiglieria “Bergamo” della Divisione Alpina Monterosa, riprodotto nella testata dell’articolo.