| LA NOSTRA STORIA > Gruppo Esplorante Divisione "Cadelo" |
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Gruppo Esplorante Divisione "Cadelo" di Carlo Cucut Il Gruppo Esplorante venne costituito a Vercelli, nel gennaio 1944, con bersaglieri provenienti dal 4° Reggimento di Torino e dal 5° Reggimento di Siena come XXIII Gruppo Esplorante "Fiamme Cremisi". Nello stesso mese venne inquadrato nella 4a Divisione Alpina “Monterosa”, come reparto esplorante, quindi trasferito in Germania dove compì l'addestramento nel campo di Feldstetten. Rientrato alla fine di luglio in Italia, venne dislocato a Borzonasca con le funzioni di riserva divisionale. Partecipò, alla fine di agosto, alla grande operazione per la sicurezza delle vie di comunicazione alle spalle dello schieramento antisbarco. Partendo da Borzonasca marciò verso Rezzoaglio e giunse a S. Stefano d’Aveto il 28, dopo alcuni combattimenti contro le forze partigiane e il superamento di notevoli interruzioni stradali, catturando una notevole quantità di armi e automezzi. Dopo tale operazione rimase di presidio nella Val d’Aveto con sede a Rezzoaglio e presidi a S. Stefano. A fine settembre distaccò un Plotone di presidio al Passo del Bocco. Il 27 settembre, a S. Stefano d’Aveto, con la classica imboscata partigiana, venne ucciso il Magg. Cadelo, Comandante del Gruppo. In suo onore da quel giorno il Gruppo Esplorante assunse il suo nome: “Gruppo Esplorante Cadelo”. Ai primi di novembre, a seguito del passaggio di gran parte del “Vestone” ai partigiani, effettuò rastrellamenti nella zona di Barbagelata recuperando alpini, armi, munizioni e quadrupedi. Alla fine di ottobre venne trasferito sul fronte della Garfagnana dove, dal 2 novembre, giunto a Piazza al Serchio fu destinato alla funzione di riserva divisionale. Ma appena due giorni dopo, il 4 novembre, mandò in linea prima un Plotone del 2° Sq., poi tutto lo Squadrone e quindi vi si trasferì al completo. Venne schierato ad ovest del fiume Serchio nel settore : Sassi-Eglio-Monte Grottorotondo-Le Rocchette, inserendosi tra gli alpini dell'”Intra” e i marò del II Battaglione “Uccelli” della Div. “San Marco”, sulla linea Case Pozza-Case Cornola, con il Pl. cannoni, con quattro pezzi da 75/27 da cavalleria, posto a Eglio. Purtroppo la linea difensiva era molto rarefatta, visto che le postazioni, difese da 4 o 5 bersaglieri, distavano l’una dall’altra due o trecento metri. Partecipò attivamente ai combattimenti difensivi a seguito delle offensive americane del mese di novembre, per la riconquista delle quote 832, 1029, 1031 e 1068 raggiunte dagli americani, quindi contrattaccò lo schieramento nemico con pattuglie in profondità. Alla fine di novembre, il 2° Sq. subì alcuni attacchi dei partigiani che portarono alla cattura di molti bersaglieri e alla perdita di alcune posizioni. La tecnica adottata era sempre la medesima: partigiani travestiti da bersaglieri o alpini si avvicinavano alle postazioni e non appena entrati in esse facevano prigionieri i militari. A seguito del recupero di un carteggio di una brigata partigiana, si venne in possesso dei nominativi di quattro ufficiali del “Cadelo” che erano in contatto con i partigiani: tre vennero catturati e uno riuscì a fuggire. Da quel momento le aggressioni ai danni degli uomini del “Cadelo” finirono. Nel mese di dicembre partecipò attivamente al fallimento dell’offensiva, lanciata il 12 dagli americani della 92a “Buffalo” con l’appoggio dei partigiani operanti alle spalle dei difensori, mirante alla conquista di quota 832. Durante l'offensiva “Wintergewitter” del Natale 1944, Il “Cadelo” venne destinato a compiere una delle quattro puntate dimostrative previste dal piano d’attacco. Occupata quasi subito Calomini, aggirò Vergemoli e, attraversata la Turrite di Gallicano, raggiunse Fornovolasco e Trassilico, proseguendo quindi con l’attività delle pattuglie in profondità entro le linee nemiche, nella zona di Trombacco. Durante queste operazioni, al “Cadelo” venne aggregata una Compagnia di bersaglieri della 1a Div. “Italia”, prima unità di questa Divisione a raggiungere il fronte. Dalla fine dell’offensiva di Natale fino al febbraio 1945, il “Cadelo” rimase schierato nelle posizioni apprestate sulla nuova linea difensiva. Ai primi di febbraio venne sostituito in linea dal III Battaglione 1° Reggimento Bersaglieri Div. “Italia”, iniziando il trasferimento verso la Liguria. Durante il tragitto venne inviato a sostegno della 148a Div., per rioccupare alcune posizioni nel settore di Massa, ed infine giunse il 23 febbraio in Liguria, collocando il Comando e due Sq. tra Terrarossa e Borgonuovo e l'altro Sq. a Sestri Levante. A metà marzo compì un rastrellamento nell’entroterra verso i Passi appenninici. Il 24 aprile il “Cadelo” si riunì a Chiavari con gli altri Reparti della “Monterosa”, al Comando del Col. Pasquali, e iniziò il ripiegamento verso il Po, incolonnato ad essi. Nei giorni 25, 26 e 27 aprile sostenne combattimenti di retroguardia contro le avanguardie americane sull'Entella e sulla Ruta. Il 27 aprile a nord di Uscio si arrese con l'onore delle armi. Primo Comandante del Gruppo, il Magg. Girolamo Cadelo, successivamente, il Cap. Gustav Weintz, quindi il Ten. Col. Emanuele Andolfato, infine il Magg. Villa. (Da Storia del Novecento, mensile di storia) |