| LA NOSTRA STORIA > Il 3 ° Gruppo Artiglieria "Vicenza" |
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3° Gruppo Artiglieria "Vicenza" di Carlo Cucut Il Gruppo Art. someggiato “Vicenza”, armato con 12 obici Skoda da 75/13 della I G.M. già in servizio nei Gruppi del R.E., venne costituito a Pavia il 1° gennaio 1944, come Gruppo Art. “Verona” (mutando successivamente il nominativo con quello di “Vicenza” il 17 agosto 1944), e incorporato nel 1° Reggimento Art. Alpina. Trasferito in Germania compì l'addestramento nei campi di Heuberg e Gaensewag, da dove rientrò in Italia giungendovi il 20 luglio. Venne schierato in Liguria, nella Riviera di Levante, in funzione antisbarco, nella zona di Leivi sopra Chiavari in appoggio al 1° Reggimento. Il 26 un suo autocarro venne attaccato dai partigiani ma, dopo questo episodio, non ebbe più occasioni di scontri con i ribelli, non partecipando neanche alle operazioni di rastrellamento di fine agosto. Le batterie avevano i pezzi puntati verso la costa e attendevano lo sbarco del nemico. Cessata l'esigenza antisbarco, poiché in appoggio al 1° Reggimento era presente anche il “Bergamo”, il “Vicenza” venne trasferito in Piemonte, in Provincia di Cuneo, nella Valle Stura, dove dette il cambio a reparti tedeschi. Il Comando venne collocato ad Argentera e le Btr., a difesa del Colle della Maddalena, furono posizionate in territorio francese: la 7a in Val Lanzargner, l’8a in Val del Rio du Pis, la 9a in Val Puriac, da dove dovette trasferirsi a Ferriere poiché le batterie avversarie di Barcelonette l’avevano scoperta e presa sotto tiro. Con il sopraggiungere delle nevicate, i passi divennero impraticabili e le Btr. vennero arretrate verso valle, in territorio italiano, nelle sedi invernali. Il Comando venne collocato a Sambuco, presso Pietraporzio, la 7a e l’8a Btr. vennero al di qua del Colle della Maddalena prendendo posizione in valle, la 9a andò a S. Bernolfo. Non ci fu particolare attività bellica, neanche i partigiani crearono soverchi fastidi, solo durante il periodo invernale aumentò l'attività di incitamento alla diserzione e fu necessario richiamare presso il Comando del Gruppo le salmerie dislocate a Demonte. Durante l’inverno si presentarono al Gruppo una ventina di partigiani e renitenti alla leva per essere arruolati. All'inizio di aprile 1945 al “Vicenza” venne dato ordine di trasferirsi in Val Varaita e in Val Maira, a sostegno del Battaglione “Bassano”. Erano già iniziati i preparativi e i furieri di alloggio erano già sul posto ma il precipitare degli eventi bloccò il trasferimento. Il 24 aprile il “Vicenza” scese per San Dalmazzo a Cuneo dove, il Comando della Div. “Littorio”, lasciò libero ciascun reparto di decidere sulla propria condotta. Il “Vicenza” distrusse i cannoni, abbandonò i muli e, con il solo armamento leggero, si diresse su autocarri verso Torino, in colonna con reparti della “Littorio” e di altre formazioni. Passando per Racconigi e Venaria Reale, la colonna, debolmente contrastata dalle forze partigiane, giunse nella zona franca di Strambino Romano, proseguendo per Ivrea dove si sciolse il 2 maggio 1945. Primo Comandante del Gruppo, il Cap. (poi Maggiore) Pietro Gheza, successivamente il Cap. (poi Maggiore) Alessandro Foli, quindi il Cap. Roberto Santini. (Da Storia del Novecento, mensile di storia) |