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L'impiego in Guerra:
I giorni successivi al 16 luglio rappresentarono un periodo di fermento per la divisione: il trasferimento di questi 20.000 uomini, con armi ed equipaggiamento al seguito, rappresentò uno sforzo notevole per l’apparato logistico italo-tedesco: interruzioni ferroviarie, attacchi aerei, primi defezionamenti. Tutto rappresentò un ostacolo da dover affrontare con accuratezza e raziocinio. I tratti ferroviari interrotti furono compensati da trasferimenti appiedati o motorizzati, una difesa vicina fu istituita per contrastare eventuali attacchi dal cielo o da terra, mentre ufficiali e sottufficiali ebbero il compito di stare vicino, non solo fisicamente, ai propri subordinati per limitare l’azione psicologica dei proseliti partigiani e le conseguenze della guerra civile: "banditi" contro "repubblicani". Dal 19 al 26 luglio 1944 transitarono presso lo scalo ferroviario di Domegliara ben 627 ufficiali e 19.325 fra sottufficiali e militari di truppa ripartiti su trentasette convogli. Alla Monte Rosa toccò, in quell’estate del 1944, il severo compito di riscattare l’onore dell’Italia, ritenuto perso l’8 settembre dell’anno precedente. Fronte Ligure Il compito assegnato alla Divisione Monte Rosa consistette nell’assumere una formazione lineare sulla costa ligure con funzione antisbarco prevedendosi, in tempi brevi, una possibile azione via mare da parte anglo-americana.
A partire dal mese di settembre, completato il nuovo schieramento sulle Alpi occidentali ed in Garfagnana, rimasero in Liguria i battaglioni alpini Aosta, Morbegno, Ivrea, Vestone e Saluzzo, il Gruppo d’artiglieria Aosta ed aliquote di servizi. Fronte Alpino Occidentale Il 15 agosto 1944 gli Alleati diedero il via all’operazione Anvil: dieci furono le divisioni franco-americane che, effettuato lo sbarco in Provenza, mossero verso il nord della Francia avendo per direttrice la Valle del Rodano: l’ala destra dello schieramento proseguì celermente verso il fronte delle Alpi italiane diretta a Barcellonette e la Val Tineè occupando il 7 settembre l’abitato di Isola con artiglierie e corazzati il 7 settembre. I tedeschi inviarono lungo il confine italo-francese aliquote della 34ª divisione col compito d’effettuare il controllo delle valli Maira, Varaita, unitamente alla 90ª divisione Panzer Grenadier schierata a difesa della Valle Stura. Ai primi di settembre avvenne la sostituzione da parte dei reparti della Vª Divisione da montagna Gams che avrebbero, di li a poco, passate le consegne alle unità della Monte Rosa : il “Raggruppamento Farinacci” (Kampfgruppe Farinacci) composto, dai battaglioni Bassano, Tirano e dal gruppo d’artiglieria Vicenza.
Contemporaneamente, le unità franco-americane avevano provveduto alla progressiva occupazione delle valli lungo il confine con il grosso dei reparti in Val Vesubie e distaccamenti in Val Tineè mantenendo un atteggiamento difensivo e delegando la vigilanza della linea di cresta ai maquis ed ai partigiani italiani che, dopo l’arrivo dell’esercito germanico, avevano sconfinato in territorio francese. Un’intensa attività di pattuglie interessò entrambi i fronti per tutto l’inverno 1944-45. Molto duri furono gli scontri per la contesa di alcune posizioni fondamentali del fronte; uno dei più aspri fu quello relativo alla riconquista dello Chennaillet che valse la concessione della Medaglia d’Oro alla Memoria dell’alpino Renato Assante (battaglione Tirano).
Fronte Meridionale – la Garfagnana Le necessità della guerra imposero al Comando germanico in Italia di rinforzare le posizioni tenute dalle forze dell’Asse sul fronte appenninico; si rese pertanto necessario l’invio del Gruppo di Combattimento Monterosa comandato dal Generale Carloni nel settore della Valle del Serchio. Il trasferimento dei reparti combattenti dalla Liguria alla Garfagnana fu rapido ed efficace benché le condizioni meteorologiche avessero contribuito a renderne faticosa la messa in atto. Il nuovo schieramento interessò il comando divisionale, il comando del 1° Reggimento Alpini con i battaglioni Intra e Brescia e la 1ª compagnia del Battaglione Aosta, il comando del 1° Reggimento di artiglieria da montagna con i gruppi Bergamo e Mantova, il Gruppo Esplorante “Cadelo”, il battaglione Pionieri, il battaglione collegamenti, la 101ª compagnia Cacciatori di Carri, l’Intendenza, la Sanità e la compagnia controcarri divisionale. Il Comando di Divisione si trasferì a Pallerone il giorno 18 ottobre 1944 al fine di seguire da vicino il movimento dei reparti e per lo scambio di consegne con lo Stato Maggiore del Generale Jost, comandante la 42ª Divisione Jager, per meglio coordinare l’impiego in linea delle singole unità. Dal 26 al 30 dicembre 1944 gli alpini della Monte Rosa presero parte all’operazione Wintergewitter, unica azione di tipo offensivo interessante il fronte meridionale: la meticolosa pianificazione, la sorpresa e l’entusiasmo portarono al pieno successo della manovra. Perdite e sacrifici : le aliquote della Divisione Monte Rosa e della San Marco riuscirono a mantenere e migliorare le posizioni ereditate dagli alleati tedeschi dal mese di ottobre 1944 alla metà del mese di aprile 1945, quando la Divisione Italia dovette ripiegare a seguito del cedimento delle difese tedesche nel settore di Massa. |